Carlos, la “terza verità” sulla strage


"Carlos"

Il Corriere della Sera pubblica un lungo articolo che ricostruisce l’interrogatorio, nell’ambito dell’inchiesta aperta nel 2005, avvenuto venerdì a Parigi tra il Pm bolognese Cieri e Carlos “lo sciacallo, la primula rossa del terrorismo internazionale filopalestinese.

La strage di Bologna ? “E’ roba della Cia. I servizi segreti italiani e tedeschi lo sanno bene”. Il terrorista Carlos accusa i servizi segreti americani della strage che il 2 agosto 1980 provoco 85 morti e 200 feriti. Al tempo stesso “scagiona” Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, condannati all’ergastolo quali esecutori materiali. Secondo Carlos a mettere la bomba non possono essere stati i neofascisti perché a quei tempi il traffico d’armi ed esplosivi attraverso l’Italia era controllato dalla sua organizzazione che agiva con il consenso dei servizi italiani con cui trattava personalmente. In cambio l’Italia non doveva essere scenario di attentati. “Noi abbiamo sempre mantenuto la parola” – afferma Carlos- “In quei giorni non ci sarebbe potuto sfuggire un carico di T4 e di certo non lo potevano avere in mano i neofascisti. Quel tritolo viene dai militari”. Carlos esclude anche l’ipotesi dell’esplosione accidentale (tesi Cossiga) perché per quell’esplosivo “serve per forza l’innesco“. Inoltre la tesi di Cossiga vedeva i palestinesi come esecutori più o meno consapevoli e, ovviamente, questo scenario viene rigettato dal capo dell’organizzazione terroristica, che dell’attentato di Bologna dà un’altra spiegazione: “i servizi sapevano bene che in quei giorni a Bologna c’era Thomas Kram (il tedesco esperto d’esplosivi legato al gruppo di Carlos, ndr) e farlo saltare in aria con la stazione sarebbe stato come mettere la firma dei Palestinesi sull’eccidio. Così l’Italia si sarebbe staccata dai Palestinesi ed avvicinata agli israeliani; ma Kram si è salvato e l’operazione è fallita“.


picture by Foread

Le parole di Carlos hanno suscitato l’immediata reazione del Presidente dell’Associazione Familiari vittime del 2 agosto ’80: “E’ un terrorista e un grande depistatore” – premette Paolo Bolognesi, che però non esclude a priori eventuali novità – “Se a queste parole seguiranno i fatti, li vediamo e li valutiamo, ma certo non bastano le affermazioni. Nessuno di noi ha mai sostenuto che Mambro e Fioravanti siano stati anche gli ideatori ed i mandanti. E’ chiaro che la vicenda non finisce con loro. Se si mettessero a parlare, ma credo che a questo punto sarà un po’ difficile”. Bolognesi ricorda poi come “a tutelare i neofascisti ci furono i nostri servizi segreti, il Gran Maestro della Loggia P2 Gelli. Queste possono essere emanazioni che possono avere gli americani alle spalle, ma da qui a dire che sono stati gli americani…. Detta così è una affermazione un po’ avventurosa.”. Infine Bolognesi sottolinea come Carlos escluda la tesi dell’esplosione accidentale. “Anche lui conferma, ma lo diceva già la perizia balistica, che l’ordigno doveva essere innescato, cioé volutamente fatto esplodere”.

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