Caos Cgil. Gruppi si ritira

Bologna, 5 mar. – Colpo di scena al congresso Cgil di Bologna. Il segretario uscente Danilo Gruppi ritira la propria candidatura. In realtà Gruppi aveva lasciato intendere già dalla sua relazione introduttiva di lunedì pomeriggio che intendeva il congresso come “unitario”, lasciandosi lo spazio per un passo indietro nel caso si fosse prospettata una situazione diversa. A pesare sulla sua decisione i 110 “no” al documento conclusivo del congresso, approvato comunque con 277 sì e quattro astenuti.

A votare contro è stata soprattutto la Fiom, che è uscita allo scoperto col suo segretario Alberto Monti, ma anche altri esponenti del sindacato hanno preso la parola per dichiarare voto contrario. Anche Vito Rorro, componente della segreteria di Gruppi (in quota alla minoranza) ha optato per il non voto: il testo “ha fallito l’obiettivo di unire il congresso”. Segnali precisi sono arrivati per Gruppi anche dalle votazioni sugli emendamenti, dove hanno avuto l’ok (la soglia del 25% della platea necessaria per procedere al livello congressuale successivo, quello regionale) i testi di minoranza sulla scuola interamente pubblica (il rispetto del voto referendario che ha raggiunto il 51% dei consensi), beni comuni e soprattutto quello sulla rappresentanza. Nel primo caso l’emendamento è passato nonostante l’intervento contrario del segretario della Fp Michele Vannini. Nell’ultimo i delegati Fiom hanno salutato con un grido liberatorio dal fondo della sala i 114 voti a favore (228 no, 21 astenuti).

Il congresso di Bologna si chiude all’insegna del caos e la Camera del lavoro bolognese rischia il commissariamento. Sarà ora il livello nazionale, a quanto si apprende, a cercare di sbloccare la situazione, convocando a uno a uno i 150 membri del nuovo direttivo per verificare le possibilità di una soluzione per evitare il commissariamento. Il congresso li eleggerà questa sera e ci saranno 37 pensionati, 25 esponenti Fiom e 14 della Funzione pubblica.

 

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