Cambia l’Isee per i servizi educativi

28 feb. – “Abbiamo introdotto un principio di equità“. E’ questo per l’assessore alla scuola Marilena Pillati il motore della modifica al calcolo dell’Isee che la giunta di Palazzo d’Accursio ha varato oggi. Per i soli servizi educativi e scolastici, il Comune cambia il pilastro del calcolo dell’Isee: non sarà più il criterio della residenza ma quello della genitorialità. La proposta della giunta prevede che vengano conteggiati i redditi di entrambi i genitori che hanno riconosciuto il figlio, indipendentemente dal tipo di legame esistente tra i due.

Ascolta l’assessore alla scuola, Marilena Pillati Pillati

Tempi serrati ora in consiglio comunale e nei quartieri per il provvedimento che, nei piani, dovrebbe entrare in vigore entro la fine di marzo. In tempo utile per la pubblicazione dei bandi per il prossimo anno scolastico ed educativo.

Dalla giunta assicurano che le modifiche apportate non sono finalizzate a colpire nessuno. Lo scorso anno sono state presentate 11mila dichiarazioni Isee per l’accesso agevolato ai servizi e ben 2150 riguardavano nuclei monogenitoriali.

Soddisfatta dalla proposta della giunta è la consigliera Pdl Valentina Castaldini, firmataria di un ordine del giorno in materia di Isee. Anche la grillina Federica Salsi è contenta e affida a facebook il suo pensiero: “Quando la volontà politica c’è, le cose si fanno”. Che il provvedimento faccia scuola e venga adottato anche da Viale Aldo Moro lo chiede la consigliera regionale dell’Udc Silvia Noè.

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