Café letterario in sciopero bianco, aspettando Vermeer

 

palazzo fava e caféBologna, 7 gen. – I baristi del Café letterario Carracci Fava di via Manzoni sono preoccupati di perdere il lavoro proprio quando in città si aprirà un evento che dovrebbe rilanciare il turismo e le attività economiche a esso legate. A 20 giorni dall’arrivo della mostra su Vermeer e Rembrandt, a Palazzo Fava dall’8 febbraio al 25 maggio, loro si sentono sotto attacco da parte del circuito museale Genus Bononiae, di cui è ramo d’azienda la ditta Suavitas per cui lavorano (due a tempo indeterminato, due come apprendisti e due a chiamata).

Il Museo si è rivolto al tribunale per ottenere lo sfratto del Café, ma il giudice ha sospeso la richiesta e si tornerà in aula il 5 febbraio. Così i lavoratori hanno scoperto di essere stati sorvegliati attraverso investigatori privati e, per non rimanere con l'”amaro in bocca”, oggi hanno offerto un bicchierino ai clienti, insieme a un volantino in cui spiegano quello che gli sta capitando, dopo due anni di gestione dei locali e a metà del contratto di affitto tra la ditta e Genus.

Sono stupiti e arrabbiati, perché hanno sempre sentito i clienti soddisfatti e hanno visto gli affari migliorare. Ma da nove mesi si sentono messi da parte, nonostante l’arrivo della Ragazza con l’orecchino di perla. Parla per tutti loro Andrea Paci.

Chiedono aiuto alla città, a partire dalle istituzioni locali, “affinché il nuovo salotto della cultura bolognese non venga schiacciato da poteri più grandi per motivi ancora oscuri, ma curiosamente concomitanti agli adeguamenti funzionali alla sicurezza di Palazzo Fava in vista della mostra”, scrivono nel volantino. Il riferimento è alla possibilità che le uscite di sicurezza del Museo debbano essere adeguate ai 2.000 visitatori giornalieri previsti, per esempio usando una porta interna del Café (vedi foto).

café letterario via manzoni interno

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.