Bredamenarinibus. La Fiom scarica i 5 Stelle: “Arroganti, rispettino le promesse”

Bologna, 15 gen. – Se mai c’è stata, la luna di miele tra la Fiom e il Movimento 5 Stelle, iniziata davanti ai cancelli dell’ex Bredamenarinibus di Bologna e suggellata con la promessa di nazionalizzazione di Industria italiana autobus, è finita. La fiducia accordata dai lavoratori al governo e al vicepremier Luigi Di Maio non c’è più. “Devono rispetto agli iscritti della Fiom e ai lavoratori. Alcuni sono stati loro elettori, ma è una fase. L’iscrizione al sindacato viene prima”, avverte uno dei delegati, Cristiano Bruni, durissimo nei confronti del Movimento e dei pentastellati locali. “Il Movimento 5 stelle dell’Emilia-Romagna deve essere chiaro su cosa vuole fare: non può attaccare Bonaccini quando fa comodo e stare zitto quando conviene”, attacca Bruni, che, riconosce, al contrario, agli esponenti del Pd locale, in Regione e in Comune a Bologna, di “aver sempre provato a dare una mano”, soprattutto dopo aver capito “chi è Stefano Del Rosso”. Dai grillini locali, ammette il delegato dell’rsu dell’ex Breda, a parte conferme di solidarietà, poco altro. “Avranno ricevuto indicazioni dall’alto e non si espongono”, ipotizza Bruni, che bolla Di Maio e Alessandro Di Battista come “arroganti” e li invita a fare un giro in bus con i sindacati.
“Se ‘Cip e Ciop’ hanno bisogno di andare in giro, li portiamo noi con il bus, cosi’ almeno riusciremo ad avere gli incontri che fin qui non abbiamo ottenuto”, ironizza il delegato, facendo riferimento al video dei due leader 5 Stelle in viaggio in auto.
“La fiducia oggi è un bene prezioso e in estate, quando Di Maio ha incontrato i lavoratori, gli è stata data fiducia. Ma non si fanno promesse che non si possono mantenere, i lavoratori meritano rispetto”, tira le somme Michele Bulgarelli, segretario della Fiom di Bologna, che stringe un patto con la Cgil e Filt per il rilancio dell’ex Breda.

Le sigle dei metalmeccanici e dei trasporti, assieme alla segreteria confederale della Camera del lavoro di Bologna si sono date appuntamento oggi su un vecchio bus prodotto nello stabilimento di San Donato in un piazzale Tper di via Ferrarese per fare fronte comune e chiedere il rilancio di Industria italiana autobus. “Può rappresentare per il Paese un polo per la mobilità sostenibile”, ribadisce il segretario della Cgil di Bologna, Maurizio Lunghi. “Registriamo che ci troviamo di fronte ad un governo e un ministro, che hanno usato la vicenda di Industria italiana autobus per fare campagna elettorale, che hanno fatto promesse che si sono rivelate bugie“, affonda Lunghi.

“Non è stato fatto niente né  per quanto riguarda il piano industriale né per rispettare gli impegni presi. Se non fosse per la Regione, che ha messo delle risorse, saremmo in una situazione ancora piu’ drammatica. Il governo e Di Maio non stanno facendo una bella figura, farebbero meglio a convocare un tavolo e a presentarsi con una proposta seria e definitiva”, scandisce il leader della Cgil. “Siamo alle solite. Stipendi non ancora pagati. Cambia la composizione sociale dell’azienda, ma i problemi restano gli stessi. Eppure ci sono tutte le condizioni per creare qui un polo per costruire gli autobus a basso impatto ambientale. Noi crediamo in questa idea, ma servono risposte”, dice Bulgarelli. A fianco della Fiom si schiera anche il sindacato di trasporti della Cgil, che rappresenta anche molti degli autisti di Tper, gli stessi che spesso sono stati interpellati in fase di progettazione e realizzazione degli autobus per aiutare i tecnici dell’ex Breda a migliorare i mezzi. “Di certo non potremo farlo se si costruiscono in Turchia”, chiosa il segretario Andrea Matteuzzi. “A livello politico bisogna invertire la rotta”, conclude (agenzia Dire).

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