Bonobo va alla dozza

Ieri Bonobo è andato in prigione. Lo avevano invitato a vedere uno spettacolo.
C’erano dei  detenuti che suonavano delle canzoni (alcuni anche molto bene) ed altri che recitavano. C’era un gran casino in sala. C’erano anche le detenute e siccome non è facile per maschi e femmine incontrarsi, ieri volavano bigliettini, sguardi e risate e forse chi era lì era più concentrato su quello, che su ciò che avveniva sul palco. Dove si cantava e dove c’era un tunisino Wahid, che se non stesse in galera, qualcosa di buono con un microfono in mano, sarebbe anche capace di farlo. Rappava un pezzo intitolato I’m sorry baby e si rivolgeva alla figlia che lo aspettava fuori, da qualche parte.
Poi c’era uno che cantava una canzone d Sting e aveva anche la voce da Sting e cmq ognuno ha fatto il suo, cercando di tener desta l’attenzione dei compagni. Come i tre ragazzi che hanno inscenato un interrogatorio: due pulotti e un individuo sospetto che sosteneva di fare il ‘commercialista’ (sic) di pomodori, ma che per i pulotti era un trafficante d’armi.
Ma alla base di tutto c’è un gruppo di ragazze (e un ragazzo) che si chiama Gruppo Elettrogeno e che per la miseria di 20mila euro all’anno, dà vita a laboratori con gli ospiti forzati della Dozza. Questo è stato l’ultimo spettacolo, perché la convenzione è scaduta nel 2009 e nessuno l’ha rinnovata e ora loro hanno fatto questo atto di resistenza creativa, andando lo stesso in scena, anche senza prendere una lira.
Intanto, mentre lo spettacolo andava avanti, un ragazzo magrebino mi ha detto di scrivere che in carcere mancano i medicinali, non si riescono a fare visite mediche, ci si spacca le gambe inciampando nelle buche disseminate nel manto in cemento del campo da calcio e a volte manca persino l’acqua.
E io lo scrivo. Anche se so che la direttrice Toccafondi lo sa e pure la garante dei diritti dei detenuti Desi Bruno, lo sa e so che entrambe vorrebbero poter migliorare le cose, ma si sa che la galera, in Italia è una doppia condanna, quella della giustizia e poi quella della inciviltà di chi dovrebbe occuparsi dei carcerati. In bocca al lupo a tutti.

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