Bonaccini presenta il programma e promette: “Non aumenteremo le tasse”

giunta bonaccini

Bologna, 26 gen. – Lavoro, sburocratizzazione, spending review della macchina regionale, gestione unica delle fiere, coordinamento per la lotta alle mafie, riorganizzazione del territorio in aree vaste. Sono fra i punti salienti del programma di mandato che stamattina il presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha presentato all’Assemblea legislativa, in un’ora e venti minuti di intervento. Quanto alle infrastrutture viarie, in aula ha nominato solo la Cispadana. Sul passante nord, invece, è intervenuto dopo, sollecitato dai giornalisti sul fatto che dieci sindaci si sono detti pronti a mettersi di traverso. “Fino a qualche tempo fa quest’opera veniva descritta come imprescindibile, ora Bologna deve decidere se vuole cogliere o meno quell’opportunità”, ha risposto passando la patata bollente alla Città metropolitana.

“Non aumenteremo le tasse“, ha chiarito il presidente subito dopo in conferenza stampa, pur promettendo di collaborare col governo centrale per contenere il deficit. La spending review regionale si concentrerà sulle società pubbliche e partecipate, che il numero uno di viale Aldo Moro vuole dimezzare entro la fine del mandato, e la riduzione dei dirigenti già di qui a un anno, per “riconvertire le spese da improduttive a produttive”. Nei primi 100 giorni, invece, vuole creare “una struttura di missione per la sburocratizzazione in due anni a beneficio di imprese e cittadini, a partire dai servizi e dal commercio”, tagliando le leggi inutili.

“Saremo la prima Regione ad azzerare i fondi ai gruppi e a ridurre le indennità dei consiglieri sotto a quella del sindaco del capoluogo”, annuncia in aula Bonaccini. Evitare le auto blu e muoversi col pulmino della regione o con mezzi propri, all’insegna della sobrietà come strada per “rimontare il descredito” sancito dall’astensione record. E ai giornalisti dichiara anche che vedrebbe bene una riduzione da 50 a 40 del numero dei consiglieri nel prossimo mandato, precisando che sarà materia di discussione della stessa Assemblea legislativa.

Il presidente ha ribadito che il lavoro sarà “centralissimo” nel suo mandato, puntando entro l’estate a scrivere un patto per la crescita e il lavoro al quale si inizierà a lavorare già nelle prossime settimane con le parti sociali e l’università. Quanto ai lavoratori delle province, che rischiano il posto dopo la riforma Delrio, “non lasceremo a casa nessuno”, garantisce Bonaccini, pronto a fare entro marzo la legge che ne riordina le funzioni e “a metterci i milioni che mancano”, sempre con l’idea di riordinare in 3-4 aree vaste il territorio regionale. Un’altra riorganizzazione a cui puntare entro la legislatura è anche la gestione unica delle fiere, con un’unica società fieristica.

Un altro punto caratterizzante del mandato sarà la lotta alle mafie, con la creazione di un osservatorio regionale sulle infiltrazioni delle organizzazioni criminali, da fare insieme a sindacati e associazioni di imprese. E sulla via della “cultura della legalità” Bonaccini aggiunge un no secco agli appalti al massimo ribasso.

Lunedì prossimo la giunta andrà in visita a S. Felice sul Panaro, uno dei territori più colpiti dal sisma del 2012.

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