Boltanski a Bologna: un grande progetto di arte contemporanea in 5 tappe

Bologna 27 giu.- Si chiama Anime. Di luogo in luogo il progetto speciale a cura di Danilo Eccher che Bologna dedica a Christian Boltanski, artista francese di origini ucraine che a Bologna ha già realizzato l’istallazione permanente del Museo di Ustica.

Un progetto articolato in 5 movimenti, visitabile dal 26 giugno al 12 novembre, a partire dalla grande antologica del Mambo (la più grande mai realizzata in Italia) che presenta 25 opere, tra istallazioni e video, realizzate nel corso degli ultimi trent’anni.

Sarà visitabile all‘ex polveriera bunker nel Giardino Lunetta Gamberini l’istallazione Réserve, ispirata al concetto della transitorietà dell’esistenza umana e della ricostruzione di tracce di vita quotidiana. Il luogo scelto per l’istallazione non è casuale essendo stato, prima di essere chiuso per motivi di sicurezza, un rifugio improvvisato di senza tetto.

 

 

Nella sala principale dell’Arena del Sole stasera alle 21.30 inaugura Ultima, un evento concepito tra teatro, musica e arte, nato dalla collaborazione tra Boltanski, lo scenografo Jean Kalman e il compositore Franck Krawczyk, che insieme, con lo scopo di affrontare i temi cari all’artista francese quali memoria e oblio,  hanno creato un paesaggio acustico e visuale, denso di stimoli sensoriali. Lo spettacolo sarà replicato il 27,28,29,30 alle 21.30, 22.00 e 22.30.

Per le strade delle periferie sono invece visibili già da qualche giorno i 30 manifesti di Billboards, progetto di arte pubblica che sfrutta gli spazi normalmente adibiti alla comunicazione pubblicitaria. Il lavoro prende spunto dal Sacrario dei partigiani in Piazza Nettuno: utilizzando le foto dei caduti – che nei giorni della liberazione dell’aprile 1945 furono collocate spontaneamente dai cittadini sul muro nel luogo in cui erano stati fucilati molti partigiani – Boltanski isola gli sguardi e li trasferisce ingranditi su sottili fogli di poliestere, che oggi tornano a guardarci.

E infine a settembre, l’ultimo movimento: Take Me (I’m Yours) che vede Boltanski nel ruolo di curatore di un inusuale esperimento di arte popolare che trasforma lo spazio dell’ex parcheggio Giuriolo in un contesto di arte diffusa. Una visione ludica e ironica dei processi di creazione di valore delle opere d’arte cerca di esplorarne modalità di diffusione e distribuzione alternative alle leggi del mercato.

In occasione della presentazione del progetto abbiamo incontrato Christian Boltanski; ascolta l’intervista andata in onda a Piper,  a cura di Annalisa Cattani.

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