#BoloLibera. Gli studenti manifestano contro le telecamere ai Giardini Margherita

Cinnazzi_ai_gardens_Emanuele Rosso27 sett. – “No a telecamere e polizia”. Il collettivo degli studenti medi autorganizzati delle scuole di Bologna hanno organizzato per sabato pomeriggio, alle 16, una manifestazione ai Giardini Margherita per protestare contro la decisione del sindaco Virginio Merola di ”militarizzare” il parco dopo la maxi-rissa tra adolescenti, nata sui social network, di due settimane fa.

Come slogan, gli studenti hanno scelto l’hashtag “Bololibera” che, curiosamente, ricalca l’appello lanciato dallo stesso sindaco venerdì scorso durante l’inaugurazione delle scuole Manzoni. “Il vostro destino comune non è ”Bolobene” o ”Bolofeccia”, ma ”Bololibera”- disse Merola in quella occasione- com’è scritto anche nello stemma del Comune”. Gli studenti, vicini al collettivo Labas, manifestano dunque per dire “no a telecamere e polizia- spiegano in una nota- la nostra vita non è un social network. Le scaramucce e i contrasti tra giovani, tra fighetti e alternativi, fra un quartiere e l’altro, tra i ”Bolobene” e i ”Bolofeccia” di turno sono sempre esistiti e sempre esisteranno. Sia chiaro, non ci piace quello che è successo ai Giardini Margherita: un appuntamento lanciato su social network, una rissa che ha coinvolto solo qualche ragazzo e tanti, troppi a fare da ultras”. La rissa, sostiene il collettivo, è solo uno degli esempi di “dinamiche giovanili che i giornali non sembrano in grado di analizzare e che le politiche sociali non sono in grado di risolvere in maniera sana, laica e vera“. In altre parole, insistono i ragazzi, “quello che e” accaduto ai Giardini Margherita non giustifica la repressione che Comune e Questura vogliono attuare“.

Il collettivo degli studenti medi autorganizzati di Bologna chiede insomma “che i giardini, i parchi, le piazze della nostra citta” siano liberi da occhi elettronici indiscreti ed inutili e divise che poco hanno a che fare con i giovani e i loro problemi. Noi crediamo in una socialità diversa” e “pretendiamo di poter prendere parola, come studenti e giovani cittadini, su temi che ci riguardano in prima persona. Non vogliamo lasciare in mano le nostre vita a sindaco e questore”. I Giardini Margherita, insistono i ragazzi del collettivo, “sono sempre stati luogo di socialita”, crescita, confronto ed educazione fra pari. E così vogliamo che rimangano. Siamo stufi di essere trattati come problema di ordine pubblico o come marionette per qualche partituccio in crisi: siamo delle teste pensanti e vogliamo dire la nostra”. Per questo motivo, avvertono gli studenti medi, “continueremo a vivere gli spazi della citta” come i Giardini Margherita in maniera diversa da come vorrebbero giornalisti e politici benpensanti: come luoghi liberi, che non contemplano telecamere o poliziotti. Con i nostri limiti, con la nostra fantasia, aperti ad ogni tipo di confronto”.

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