Bologna Santa Viola: ad agire forse un gruppetto di sabotatori

ferrovia treni alta velocità santa viola sabotaggioBologna, 23 dic. – Sarebbe stato un gruppetto ad appiccare l’incendio ai tre pozzetti della stazione ferroviaria Santa Viola. Secondo gli investigatori gli attentatori avrebbero utilizzato stracci imbevuti di benzina o liquido infiammabile per innescare gli incendi che hanno interessato punti distanti alcuni metri l’uno dall’altro. Proprio per la distanza tra i roghi si ipotizza che ad agire sia stato un gruppetto.

Sono pericolo di disastro ferroviario causato da danneggiamento, interruzione di pubblico servizio e danneggiamento seguito da incendio i reati ipotizzati contro ignoti dalla Procura di Bologna per il sabotaggio alla linea ferroviaria nella periferia ovest della città. Al momento non è contestata l’aggravante eversiva. Potrebbero esserci perquisizioni in corso a carico di alcuni esponenti di area anarchica a Bologna, riferisce l’agenzia Ansa. Vetture in borghese della polizia di Stato si sono portate nei pressi dei domicili di alcune persone ritenute gravitanti attorno all’area anarchica nel capoluogo emiliano.

I cavi sabotati questa notte alla stazione Santa Viola, estrema periferia di Bologna, erano stati avvolti da stracci imbevuti di liquido infiammabile, poi incendiati. La polizia scientifica ha trovato infatti i resti degli stracci che avevano avvolto i cavi e alcuni fiammiferi.

Nei pressi del rogo è stata tracciata una scritta “No Tav”, e secondo i funzionari della polizia si tratterebbe di una scritta fresca. La scientifica ha fatto un prelievo e si sta occupando delle analisi. “Profuma di fresco”, dicono dalla Questura di Bologna.

Quando il giornalismo inciampa tra scritte e tag

L’azione di sabotaggio risale alle quattro e mezza di questa notte, e ha mandato in tilt la circolazione ferroviaria del nodo di Bologna, e di conseguenza di tutta Italia visto che Bologna è un punto di passaggio obbligato per la comunicazione ferroviaria nord-sud.

La vicenda è seguita direttamente dal procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso, che sta valutando l’ipotesi di reato da formulare. Per il ministro dei trasporti Maurizio Lupi è “un nuovo atto terroristico con la Tav”. E’ intervenuto anche il presidente del consiglio Matteo Renzi, che ha rassicurato: “non torniamo a rievocare parole del passato, è in atto un’operazione di sabotaggio e verifichiamo quanto accaduto. Stiamo monitorando la situazione: era accaduto qualcosa di analogo anche se meno impattante nei giorni scorsi in altre città”.

Quanto accaduto ricorda infatti in maniera speculare, a partire dall’orario dell’azione, i fatti di soli due giorni fa in Toscana.

La prima segnalazione è arrivata oggi alla Polfer alle 4,25. Secondo quanto accertato, i quattro pozzetti incendiati stanno nell’arco di una cinquantina di metri. Il luogo del sabotaggio è in via Triumvirato, tra due cavalcavia ferroviari, ed è facilmente accessibile dalla strada.

Per gli inquirenti, ad agire sarebbe stato un gruppetto di persone. Gli attentatori avrebbero utilizzato stracci imbevuti di benzina o liquido infiammabile, avvolgendoli ai cavi per innescare i roghi, che hanno interessato punti distanti alcuni metri. Proprio la breve distanza tra gli incendi fa ipotizzare che ad agire sia stato un gruppetto. Nella zona ci sono telecamere, anche se non esattamente nel punto del sabotaggio, ma vista la nebbia di stamattina è probabile che i filmati non saranno di grande aiuto.Gli uffici investigativi di Firenze e Bologna da ieri sono in contatto per condividere le informazioni sugli attentati incendiari alle linee ferroviarie.

Il 19 maggio un episodio simile avvenne a Lavino nel bolognese, nei pressi della linea AV Bologna-Milano: furono tranciati alcuni cavi di rame e fibre ottiche, ed incendiati due pozzetti. Vicino fu trovata una scritta ‘No Tav’. Esattamente un anno prima del sabotaggio fiorentino un altro simile a Bologna, sempre alle 5 del mattino, ma questa volta sulla linea convenzionale Bologna-Firenze (non quella ad alta velocità) con il danneggiamento doloso di un pozzetto di cavi di alimentazione del sistema di comando e controllo della circolazione sulla linea tra Bologna Centrale e Bologna San Ruffillo.

Per Virginio Merola, sindaco della città, è “un atto grave e preoccupante. Ricorrere a danneggiamenti e creare disagi a migliaia di utenti delle ferrovie è una strategia di sabotaggio da rigettare e mi auguro che gli autori di tali gesti, che nel corso delle ultime settimane hanno creato problemi al nostro Paese, siano identificati e assicurati alla giustizia quanto prima”. Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza del Pd, ha spiegato che “c’è un dissenso che corre sotterraneo, c’è una crisi economica che ha esacerbato gli animi, ma non penso che siamo alle soglie di un nuovo periodo come quello degli anni piombo”.

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