Bologna. In strada 10mila persone contro il Jobs act

sciopero 12 dicembre 2014 bolognaBologna, 12 dic. – Lo sciopero generale di Cgil e Uil invade il centro di Bologna e riempie completamente via Rizzoli, davanti al palco allestito sotto alle Due Torri. “Quanti siamo? Un mucchio”, dicono dalla Cgil. Oltre 20mila, rilancia la Uil. Dal palco del comizio finale, quando prende la parola il segretario della Camera del lavoro di Bologna, Maurizio Lunghi, si vedono un mare di bandiere rosse e qua e là macchie compatte di blu, il colore del sindacato che fu di Angeletti e che ora è guidato da Carmelo Barbagallo.

La manifestazione si conclude con l’intervento di Franco Martini, della segreteria nazionale Cgil, che non risparmia una stoccata sul voto regionale del 23 novembre, caratterizzato dal flop dell’affluenza ferma al 37,7%. “Si spenderanno tante menti e tanti soldi per fare l’analisi del voto in Emilia-Romagna- ha detto- ma basta venire in mezzo ai nostri cortei e si capirà da dove nasce quella disaffezione”. Tra i manifestanti consiglieri comunali e regionali della minoranza cuperliana del Pd, bandiere di Sel, di Rifondazione comunista e una, solitaria, del Movimento 5 Stelle. Dal palco attacchi al governo, “che ha scelto la strada tracciata da Confindustria” e tante rassicurazioni ai manifestanti. “Non è il canto del cigno”, dice una prima volta Martini. “Non sono i titoli di coda”, ribadisce in coda al suo intervento. “Continueremo la mobilitazione e cercheremo l’unità anche con chi non c’è. Il Jobs act è una scatola tutta da riempire, e noi ci batteremo per cambiare quel che non va”. Il dubbio su quale sia la strada giusta per cambiare davvero il Jobs act c’è. “Ne usciremo con una mobilitazione a livello europeo”, dice camminando in corteo un funzionario della Camera del Lavoro. “Camusso valuta un ricorso contro il Jobs act. Davvero servirà a qualcosa?”, si chiede un altro.
cgil bolognaUna manifestazione che è partita in sordina, con i due concentramenti di piazza Azzarita e di via Matteotti inizialmente sotto tono. Poi pian piano le persone si sono aggregate e il massimo dell’afflusso è stato raggiunto quando il corteo è arrivato in vista delle Due Torri. Alla fine i numeri parlano di oltre 10mila persone presenti, forse 15mila. Molti over 40, pochi giovanissimi, pochi anche i pensionati.

manifestazione lunga

“Lo sappiano gli imprenditori. E li sappiano anche i sindaci e i presidenti di Regione: non bisogna imitare Renzi. La Renzi-smania è estremamente pericolosa“. È il segretario della Camera del lavoro di Bologna, Maurizio Lunghi, ad avvertire la politica locale nel giorno dello sciopero generale contro il Jobs act e contro le politiche economiche del governo guidato dall’ex sindaco di Firenze. “Milioni di italiani aspettano che alle tante promesse segua qualche fatto concreto non ostile al mondo del lavoro”, afferma Lunghi, che nel suo intervento sul palco allestito sotto le Due Torri, ha ricordato il 45esimo anniversario della strage di Piazza Fontana, il primo tra i tanti “fiori del male” che hanno segnato la storia italiana. Il segretario della Cgil ringrazia anche le migliaia di lavoratori che oggi hanno deciso di aderire alla mobilitazione e di scendere in strada. “Una giornata di sciopero e’ una giornata di sacrificio”, riconosce. “La riforma del lavoro – è il messaggio indirizzato al governo – non è un selfie, va condivisa con il mondo del lavoro. Renzi deve avere il coraggio di confrontarsi con chi rappresenta milioni di cittadini”. Bocciatura senza appello, infine, per i provvedimenti del governo a favore dell’economia. “Non si crea lavoro togliendo i diritti- scandisce Lunghi – non si esce dalla cridi senza investimenti pubblici”.

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