Bologna, il corteo del 25 aprile distribuirà “il pane che ai fascisti fa paura”

Bologna, 23 apr. – Non ci sarà solo la distribuzione del pane per “stigmatizzare i fatti di Torre Maura a Roma, dove sono stati calpestati i panini destinati ai rom”. Il corteo del 25 aprile organizzato dalle ‘Realtà antifasciste bolognesi‘, sigla collettiva che raggruppa centri sociali, collettivi, movimenti e sindacati di base, farà infatti tappa anche davanti alla Prefettura del capoluogo emiliano. Questo, spiega uno degli organizzatori in conferenza stampa, “per lanciare un messaggio chiaro contro le ‘prove tecniche di regime’ e il fascismo istituzionale che stiamo verificando giorno per giorno”, a cominciare dalla direttiva del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sulle “zone rosse dove i prefetti possono intervenire direttamente, un provvedimento che ci riporta ai tempi dei podesta’ fascisti”.

E la manifestazione, per cui il ritrovo è previsto alle 10 di giovedì in piazza dell’Unità, si fermerà anche davanti all’Xm24, “uno dei simboli dell’autogestione in città”. Sara’ insomma, fanno sapere gli organizzatori, un’occasione per parlare “del fascismo e della lotta di liberazione fatta dai partigiani, e di ciò che avviene oggi, che per certi versi ripercorre quelle strade”. Anche perché, sottolineano, “purtroppo in questo momento abbiamo a che fare con tanti fascismi in tutto il mondo, a cominciare da quello che c’è in Italia, ben custodito e allevato dalle attuali forze di Governo”. Ad esempio “ricorderemo anche chi, come Lorenzo Orsetti, ha combattuto a fianco dei curdi contro l’Isis”, e visto che “molte realtà che parteciperanno al corteo sostengono l’Operazione Mediterranea” non mancheranno le proteste “contro le politiche di chiusura e di repressione portate avanti da questo Governo, cosi’ come in passato abbiamo lottato contro il decreto Minniti. Non è una questione di colore politico, ma di contenuti”.

Nel dettaglio, spiegano i rappresentanti delle ‘Realtà antifasciste bolognesi”, dopo la partenza da piazza dell’Unità”passeremo dall’Xm24, per poi proseguire per via Carracci e via Indipendenza, e fermarci davanti al Sacrario dei Caduti in piazza Nettuno, dove sarà deposta una corona”. Infine, dopo lo stop davanti alla Prefettura, il corteo terminerà in piazza San Francesco, e i partecipanti si uniranno alla festa ‘Pratello R’esiste 2019‘. Due, in sostanza, i temi al centro della manifestazione. Da un lato la protesta contro le politiche del Governo in materia di sicurezza e immigrazione, che “colpiscono le persone non per i reati commessi, ma per la loro condizione sociale”, e contro “provvedimenti come la legge sulla legittima difesa e la simbologia usata continuamente per riproporre un certo tipo di dinamica, ad esempio quella dei ‘porti chiusi'”. Dall’altro la scelta di distribuire il pane durante la manifestazione, che peraltro “è strettamente legata al primo punto” anche per motivi storici. Infatti, ricordano gli organizzatori, “oggi molte realtà di estrema destra, in primis la Lega, sostengono lo slogan ‘prima gli italiani'”, e distribuendo il pane “vogliamo ricordare anche un episodio avvenuto il 9 settembre 1943, quando i fascisti andarono a requisire il grano raccolto nelle campagne bolognesi per permettere ai tedeschi di portarlo in Germania”. Quel giorno, infatti, “ci fu, in diversi paesi del bolognese, una rivolta delle donne, che diedero l’assalto agli ammassi comunali dove veniva stoccato il grano per impedire questa operazione”. Infine, non manca una stoccata alla “cosiddetta ‘memoria condivisa’, che ha dato il via allo sdoganamento dei comportamenti fascisti a cui assistiamo quasi quotidianamente. Chi disse, anni fa, che i ragazzi di Salò erano simili ai giovani partigiani ha aperto la strada a ciò che succede oggi”.

 

“Comunque un simbolo antifascista molto forte nei confronti dell’attuale situazione”, lo ha definito Valerio Monteventi presentando l’iniziativa, ricordando anche il cibo destinato ai rom e calpestato a Torre Maura.

      Valerio Monteventi

 

Alla manifestazione di giovedì parteciperà, tra gli altri, anche il sindacato di base Sgb. In una nota, l’organizzazione sindacale attacca non solo “le politiche razziste e autoritarie del decreto sicurezza e immigrazione che colpisce le lotte dei lavoratori e dei movimenti sociali e la proposta reazionaria del senatore Pillon, che riporta il ruolo della donna al medioevo”, ma denuncia anche “la negazione delle agibilità sindacali nei confronti dei sindacati come Sgb, che non aderiscono agli accordi della complicità, vale a dire al testo unico sulla rappresentanza nei luoghi di lavoro”. Questi, scrivono da Sgb, “sono tutti elementi che confermano la necessità di rilanciare la mobilitazione antifascista, a partire dai luoghi di lavoro”. Nel mirino del sindacato, che oltre a partecipare ai cortei antifascisti del 25 aprile in tutte le citta’ italiane fa sapere che sarà a Taranto per il concerto-evento dell’1 maggio, ci sono in particolare “i licenziamenti discriminatori nei confronti dei lavoratori che alzano la testa, lo sfruttamento, le politiche razziste e la chiusura dei porti, la devastazione dei territori e l’accordo Ilva”, mentre l’organizzazione ribadisce di essere schierata “a fianco del movimento delle donne e di quello contro le grandi opere inutili e per il clima”.

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