Bologna corre ad un Giga al secondo

18 lug. – Si chiama MAN, Metropolitan Area Network, corre sotto la città per 260 chilometri e collega uffici pubblici, ospedali, teatri, università e centri ricerca. La rete in fibra ottica è nata da un progetto nel 2o08 ed oggi rende Bologna una città tra le più cablate d’Italia, con una velocità fino a 1 Gb al secondo, circa mille volte più veloce di quella attuale.

Un quadro digitale da  a cui si aggiunge un’altra buona notizia per i naviganti, confermata questa mattina alla presentazione dall’assessore Matteo Lepore: la password di Iperbole Wireless non verrà ripristinata, dopo essere stata tolta dopo il terremoto del 29 maggio. Il Comune vuole mantenere libera la rete, anche se la legislazione nazione è ancora ambigua.

La rete di fibra ottica è stata costruita dalla società partecipata Lepida Spa. Gli scavi sono stati ridotti al limite, solo 15 chilometri su 260, perché l’azienda, in quanto operatore pubblico, ha potuto utilizzare le infrastrutture comunali del sottosuolo, come i cavidotti dell’illuminazione pubblica.

La pubblica amministrazione, con questa base, può cominciare a pensare a servizi e archivi senza carta. In questa settimana verranno collegate anche le biblioteche, da cui anche gli utenti potranno provare la navigazione superveloce. Il passo successivo sarà far arrivare la banda ultra larga anche nelle nostre case e alle imprese.

Un’infrastruttura che è costata poco meno di 4 milioni di euro, ma che si ripagherà da sola con i risparmi in bolletta, 600mila euro all’anno per il solo Comune di Bologna.

L’estensione della rete Man


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