Bologna. Contestazioni e botte alla cerimonia. Il ministro Madia rinuncia all’inaugurazione


Bologna, 13 dic. – Calci, pugni e manganellate. E’ la scena che si vede in un video diffuso su youtube. Il filmato mostra il tentativo del collettivo unversitario Hobo di fare irruzione in via Belmeloro, dove ieri pomeriggio si stava tenendo la cerimonia di inaugurazione della Spisa, la scuola di specializzazione in studi sull’amministrazione pubblica. Alla fine, per evitare “strumentalizzazioni”, la ministra Marianna Madia, invitata alla cerimonia, ha deciso assieme ai 50 studenti presenti di rinviare l’evento e di spostare la prevista consegna dei diplomi in una stanza isolata dell’edificio. “Lo abbiamo deciso tutti assieme quando abbiamo visto che la giornata non poteva svolgersi serenamente”, ha spiegato prima di lasciare Bologna.

Il collettivo Hobo rivendica l’azione in un comunicato. “Le ministre e i ministri della crisi non sono i benvenuti nell’università svenduta dal suo Re-ttore”. “Alla fine – concludono gli attivisti – abbiamo ottenuto quello che volevamo: l’evento è stato sospeso, non c’è niente da inaugurare! Questo è il benvenuto che riserviamo alle ministre e ai ministri del governo Renzi e dell’austerity”.

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Durante i tafferugli di fronte alla porta d’ingresso della Scuola di specializzazione, forzata dai manifestanti, una studentessa ha riportato una microfrattura ad una mano. Per lei 5 giorni di prognosi. “Ha un polso fratturato – spiega il collettivo Hobo – Altri due studenti sono finiti in ospedale con contusioni agli arti”. Tra le forze dell’ordine si contano sei agenti contusi, mentre un funzionario della Questura è stato colpito ad un occhio da un posacenere. Sei manifestanti sono stati identificati dalla Digos.

Nel video si vedono gli agenti tenere lontani i contestatori a colpi di manganelli e pugni, e i manifestanti – quasi sempre fuori inquadratura – reagire con calci. Nella confusione gli agenti in prima linea vengono colpiti dai pugni e dalle manganellate dei colleghi alle loro spalle. Un funzionario, colpito all’occhio da un posacenere lanciato dai contestatori, reagisce con forza impugnando il manganello a due mani . Nel video si intravedono anche altri lanci di oggetti: un cestino e quella che sembra una transenna.

Prima di allontanarsi i manifestanti, una trentina e per lo più appartenenti al collettivo Hobo, si sono fronteggiati per diversi minuti con i cordoni della Polizia scandendo cori: da “Fuori i mafiosi dall’Università” a “Marianna non parla più”. Scritte contro il Pd e gli agenti sono comparse sui muri dell’edificio. Dall’Alma Mater precisano che si trattava di un evento a invito (sul sito Unibo Magazine si legge però “Ingresso libero”), non aperto al pubblico, e che nel tentativo di entrare i ragazzi dei collettivi avrebbero danneggiato la porta d’ingresso principale dell”edificio di via Belmeloro. Dopo essere stati respinti dalla Polizia, alcuni manifestanti avrebbero provato anche a entrare dalle finestre.

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