Bologna come Firenze. Lepore: “Limiteremo le attività commerciali in centro”


Bologna, 5 apr. – Le Due Torri come Firenze. Bologna è sempre  più città di turismo e in giunta c’è chi sta lavorando ad un provvedimento legato al cosiddetto “decreto Unesco“, già utilizzato nel centro di Firenze ad esempio per limitare la proliferazione di esercizi commerciali come minimarket con alcolici, internet point, pizzerie a taglio e money transfer. Un provvedimento, quello del governo, che ha consegnato alle amministrazioni una leva per trasformare zone della città con particolare valore storico, artistico o paesaggistico. L’idea sulla scrivania dell’assessore bolognese Matteo Lepore è quella di usare il decreto Unesco entro l’estate per limitare – le modalità sono ancora allo studio – la proliferazione di attività commerciali, e vincolarne altre a piani di sviluppo condivisi. “Non possiamo più pensare di gestire la città a colpi di ordinanze, e non vogliamo che Bologna diventi una città usa e getta – ha detto Lepore – invece dobbiamo pensare ad un piano legato al commercio. Stiamo studiando una misura per applicare il decreto Unesco: individuando le merceologie più nocive per il centro storico e i distretti del centro storico che meritano di essere più valorizzati”.

La festa del 25 Aprile al Pratello. “Dobbiamo garantire a tutti che le iniziative del 25 aprile riguardino quello, non vengano utilizzate per fare altro”. L’avviso e’ dell’assessore comunale al Commercio Matteo Lepore, interpellato questa mattina sul tormentone della festa ‘resistenziale’ al Pratello. Lepore chiarisce il suo sospetto: qualcuno a suo avviso vuole utilizzare la festa del Pratello per fare campagna a favore dell’Xm24, centro sociale sotto sfratto da parte dell’amministrazione comunale. “Sicuramente al Pratello qualcuno parlera’ dell’Xm ed esporra’ bandiere dell’Xm. Ma siamo in una democrazia, ognuno dice quello che vuole. Questo non significa che dobbiamo impedire la manifestazione perche’ non vogliamo si parli di Xm. Se e’ questo il problema sgombero subito il campo, non e’ un tema sul quale siamo timidi, anzi vogliamo ci sia confronto”, sottolinea l’assessore. “Questa amministrazione- dice ancora Lepore- non ha bisogno di fare accordi politici con chi vuole manifestare per il 25 aprile. Io e il sindaco ci andiamo sempre. E’ una festa importante della citta’, mi stupisce che qualcuno voglia fare politica sul 25 aprile in questo modo”. Invece in citta’ ci sono “persone che mettono in dubbio che l’amministrazione voglia promuovere il 25 aprile. Comincio a pensare che qualcuno voglia utilizzare questa occasione per portare avanti altri temi. E’ una cosa che mi dispiace e non fa onore a chi ci ha dato il 25 aprile. A volte strappare la memoria in altre direzioni credo sia irrispettoso”. Ed e’ a questo punto che l’assessore cita il caso Xm24. In ogni caso, nessun veto da parte dell’amministrazione. Quella festa “l’abbiamo gia’ autorizzata. Devo dire- confida Lepore- che ho trovato molto spiacevole il dibattito di questi giorni. Noi l’abbiamo patrocinata a da quando sono io assessore si e’ sempre fatta. Noi abbiamo risposto ad una lettera degli organizzatori dicendo che siamo disponibili ad un nuovo incontro sui problemi organizzativi per farla al meglio. E’ una festa con quasi 10.000 persone e ovviamente dobbiamo garantire l’incolumita’ dei cittadini, la nostra preoccupazione e’ semplicemente questa”. A Bologna, ricorda ancora l’assessore, “si fanno circa cento feste di strada. Alcune richiamano centinaia di persone, altre migliaia, ma tutte hanno delle regole. I new jersey? Sono una regola nuova introdotta dalla Questura e la Procura dopo i fatti di Nizza e Berlino. Saranno loro a dirci se servono o meno, dipende dalla logistica della festa”. Quanto all’assicurazione per piazza San Francesco, dopo in restyling costato tre milioni di euro al Comune, si parla di “alcune centinaia di euro da spendere per assicurare una piazza. Se gli organizzatori non sono in grado di coprire la spesa puo’ farsene carico l’amministrazione. Stiamo parlando di nulla”.

Pratello. La Festa del 25 aprile si farà?

La crisi dell’ex Bredamenarini. “A nessuno frega niente della Bredamenarini”. E’ la conclusione amara a cui e’ arrivato l’assessore comunale Matteo Lepore sulla crisi dell’azienda di San Donato. “Oggi ci sara’ un incontro in Regione dove insieme ai sindacati e all’assessore Palma Costi riprenderemo di nuovo la discussione sulla Breda”, ma “a nessuno frega niente che chiuda un’azienda di queste dimensioni nel nostro territorio”, ribadisce l’assessore. “Lo dico molto chiaramente e anche un po’ provocatoriamente, perche’ e’ da tre anni che si porta avanti una discussione a livello nazionale- dice l’assessore- oggi siamo di fronte ad uno stabilimento dove le persone sono in cassa integrazione per la ristrutturazione di un immobile, ma non si vede traccia ne’ del piano industriale ne’ degli investimenti che dovevano essere fatti da parte dell’azienda. E credo che il Governo debba chiedere conto del percorso che e’ stato fatto”. Afferma poi l’assessore: “Non vorrei che tra qualche mese ci trovassimo di fronte ad un privato che si e’ fatto tre anni di cassa integrazione anche con risorse pubbliche e poi va a vendere l’azienda traendone un profitto. Non possiamo permettercelo, anche perche’ Industria italiana autobus e BredaMenarini nel nostro caso, come gruppo e’ l’ultima azienda che fa autobus nel nostro paese. Non possiamo pensare che questo succeda senza che nessuno paghi, i lavoratori chiedono alle istituzioni vicinanza e invece in questo momento vedono assenza”.
Nuovi luoghi per il divertimento notturno. Una volta c’erano il Link e il Livello 57, luoghi vicini al centro “dove dopo mezzanotte tanti giovani bolognesi andavano”. Oggi i piu’ giovani alla chiusura dei locali rimangono in strada, nelle piazze del centro, contribuendo ad innescare le lamentele dei residenti. Per questo l’assessore comunale al Commercio, Matteo Lepore, torna alla carica sui nuovi luoghi della notte a suo avviso necessari a ridosso del centro: non tutti, infatti, hanno la voglia o la possibilita’ di migrare in discoteche lontane anche diversi chilometri dal centro abitato. “Servono nuovi luoghi dove le persone possano divertirsi dopo mezzanotte”, ha ribadito questa mattina Lepore. Perche’ “c’e’ bisogno di gestire la notte”. Lepore pensa a “zone che siano accessibili a piedi” dal centro storico “ad esempio nelle aree dismesse che abbiamo”. L’assessore ha toccato anche il nodo turismo, in particolare l’idea di sfruttare il decreto Unesco, nato sul modello di Firenze. “Credo che nei prossimi mesi dovremo attuare il decreto Unesco, individuando le merceologie piu’ nocive per il centro storico e i distretti su cui fare progetti di valorizzazione”. Una operazione, sottolinea l’assessore, che in realta’ l’amministrazione ha gia’ cominciato a fare con il restyling di piazza San Francesco e piazza Aldrovandi.

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