Bologna. Cinquemila persone in marcia per dire ‘sì’ all’accoglienza ai migranti


Bologna, 27 mag. – Si contano in migliaia le persone scese in piazza oggi a Bologna per la manifestazione “No one is illegal” in favore dell’accoglienza dei migranti. Ad aprire la manifestazione centinaia di migranti che si sono scatenati in canti e balli dietro allo striscione “Bologna accoglie, nessuno è illegale“. Poi le associazioni, i sindacati, gli operatori dell’accoglienza e i partiti della sinistra che hanno deciso di aderire al corteo. In mezzo al corteo un maxi striscione contro la legge Bossi-Fini, anche se il bersaglio polemico della manifestazione è stata decisamente la legge Orlando-Minniti che ha ridotto i diritti dei migranti che si appellano in caso di respingimento della domanda d’asilo. In mezzo al corteo bandiere della Cgil, Arci, Sinistra Italiana, Possibile e Anpi. Striscioni anche per Emergency, Amnesty e per le tante associazioni che hanno aderito. Assente il Pd che, invece, non ha aderito al corteo per la sua impostazione critica nei confronti del governo. Stessa posizione quella della giunta comunale.

Bologna. La giunta annuncia: non aderiamo alla marcia

Dagli organizzatori del corte sono partiti attacchi duri contro il Comune di Bologna, e soprattutto contro la vicepresidente della Regione, Elisabetta Gualmini. “Abbiamo appreso dai giornali che l’assessore regionale alle Politiche sociali sarebbe dei nostri- hanno detto gli organizzatori al microfono- ma dobbiamo essere onesti, non è un’ospite gradita. Questa non è la sua piazza”. I manifestanti hanno contestato soprattutto il progetto di aprire un nuovo Cie (si chiamerà Cpr) a Modena, e la riforma del sistema di edilizia popolare in Emilia-Romagna. Dunque, hanno insistito gli organizzatori del corteo, “Gualmini non è compatibile con questa piazza”. Quanto alla decisione del Comune di non aderire, “non ci sorprende perché è dello stesso colore politico” del Governo e del ministro dell’interno, Marco Minniti, che “stringe accordi killer con i trafficanti libici e vuole più centri di detenzione”.

“No Minniti-Orlando”, recitava lo striscione più grande della manifestazione. Sono stati proprio il ministro dell’Interno e la sua legge condivisa col ministro della Giustizia i bersagli principali della manifestazione “Bologna accoglie. No one is illegal”. “Questa piazza, questa Bologna è la risposta migliore al razzismo e a chi attacca le Ong”, hanno urlato al microfono gli organizzatori. Sotto attacco in particolare il ministro Marco Minniti, per gli accordi siglati in Libia e l’apertura dei nuovi centri di identificazione e espulsione, previsti in ogni regione.

Il Comune di Bologna, come annunciato, non ha aderito alla manifestazione, ma in piazza si è visto comunque l’assessore al Bilancio di Palazzo d’Accursio, Davide Conte. “Il mio compito politico-amministrativo è far tornare i conti e quelli tornano benissimo- ha detto sorridendo l’assessore all’agenzia Dire – ma per farli tornare bisogna anche ascoltare la città e oggi lo stiamo facendo”. Conte, che della sua partecipazione al corteo non ha parlato nei giorni scorsi col sindaco Virginio Merola, sottolinea: “Io sono pienamente dentro questa manifestazione. Questo è puro civismo. Ci sono mille sfaccettature, ma siamo tutti sotto la stessa bandiera, che è quella dei diritti“. Conte ha preso comunque le distanze dagli attacchi alla vicepresidente della Regione, Elisabetta Gualmini. “Tutti gli ospiti sono graditi- ha detto l’assessore- se cominciamo a non gradirci tra di noi…”

L’assenza del sindaco. Come annunciato Virginio Merola non è sceso in piazza. Il primo cittadino si è limitato a dire la sua sul tema accoglienza sulla sua newsletter del sabato. “Voglio augurare un buon inizio Ramadan ai fedeli musulmani sapendo che la comunità islamica bolognese condivide in modo leale la nostra idea. Diritti, doveri e cittadinanza sono per me le parole centrali che si accompagnano alla parola accoglienza”, ha scritto Merola nella sua newsletter. “Mentre rilevo- ha aggiunto il primo cittadino- che l’Italia e’ in estremo ritardo rispetto ad una legge sulla cittadinanza, condivido la raccolta firme che proprio in questo fine settimana si terra’ in diverse città che chiede il superamento della legge Bossi-Fini e che tanti altri sindaci stanno progressivamente condividendo”.

“Questa piazza dovrebbe essere compatibile con tutti e loro sbagliano moltissimo a dare questo taglio”. Così l’ex assessore al Welfare del Comune di Bologna, Amelia Frascaroli, si è dissociata dall’attacco portato oggi dagli organizzatori della manifestazione “Bologna accoglie. No one is illegal” contro la vicepresidente della Regione Elisabetta Gualmini (“Non e’ un’ospite gradita”). “È vero che quella riforma dell’Erp lascia indietro gli ultimi- ha spiegato Frascaroli – ma proprio per questo bisogna essere qui a discutere con tutti. Bisogna capire che o ci si confronta sui contenuti e si cerca la condivisione o e’ inutile fare queste sparate”. “Vedo tanti militanti e poca città- ha sottolineato durante il corteo – e si continua a non voler coinvolgere le istituzioni”. Ma la responsabilità come sempre è da entrambe le parti. “È inutile che l’assessore Rizzo Nervo in aula dica che non sono stati chiamati- è la critica di Frascaroli- deve andare lui a parlarci”. Poi la citazione dell’esempio di Milano, dove “il sindaco Sala, che non è un bombarolo, è  riuscito a riunire gran parte della città” intorno a una piattaforma con “molte proposte concrete, che se venissero applicate- ha osservato l’ex assessore- non servirebbe il decreto Minniti”. Frascaroli era alla manifestazione insieme ad altri consiglieri comunali. Per il Pd Francesco Errani, Isabella Angiuli e Mariaraffaella Ferri.. Per Coalizione civica Federico Martelloni e Emily Clancy. Di Sinistra Italia, presente con il proprio striscione, l’unico parlamentare presente e cioè Giovanni Paglia.

Un minuto di silenzio in piazza Maggiore a Bologna per tutte le persone che sono morte “in mare, nel deserto o nelle prigioni libiche”, nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Si è chiuso così il corteo “No one is illegal” che questo pomeriggio ha portato in corteo migliaia di persone per le strade del centro cittadino. Partita intorno alle 15.30 da piazza XX settembre, la manifestazione ha sfilato sul viale davanti alla stazione di Bologna, bloccando il traffico. Poi, percorrendo via Amendola, piazza dei Martiri, via Irnerio e via Indipendenza, il corteo e’ arrivato in piazza Maggiore. Secondo gli organizzatori la manifestazione ha superato le settemila presenze.

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