“Bolobene contro Bolofeccia”. Maxirissa ai Giardini Margherita

15 set. – Sono due le inchieste aperte sulla rissa che venerdì sera ai giardini Margherita ha coinvolto 200 ragazzi tra i 14 e i 18 anni. La Procura di Bologna, nel fascicolo contro ignoti, ipotizza i reati di rissa aggravata e istigazione a delinquere.  Un’altra inchiesta è stata aperta dalla Procura dei minori.  L’istigazione a delinquere è da ricercare, secondo gli inquirenti, nello scambio di messaggi avvenuto sul social network Ask.fm dove si sono confrontati due gruppi di ragazzi denominati “Bolobene” e “Bolofeccia”. due universi adolescenziali divisi dallo stipendio e dal ruolo sociale dei genitori, dai quartieri in cui vivono e dal tipo di scuola, i liceali del centro, i secondi iscritti in istituti tecnici della periferia.  Nella pagina “Vera Verità Bologna”, ora cancellata, erano presenti più di 800 messaggi (tutti anonimi): «È vero che domani vai ai giardini con il lanciafiamme per bruciare qualche bolofeccia?», «Voglio un mega rissone!!», «Dobbiamo portare le lame?».

Un mese fa Ask.fm aveva introdotto nuove misure per il contrasto del cyberbullismo. Il social network nato in Lettonia, 60 milioni di utenti, è una piattaforma a “domanda risposta”. E’ stato additato come luogo del cyberbullismo per eccellenza dopo il suicidio di Hannah Smith, una ragazza inglese di 14 anni che si è uccisa dopo aver subito l’assalto dei cosiddetti “troll”, utenti che diffondono offese in modo del tutto gratuito. Ma più che al web la Procura guarda ai genitori.  «L’aspetto più importante – ha detto il capo della Procura dei minori, Ugo Pastore – è capire se alle spalle dei ragazzi ci sono famiglie idonee o no». Perché, come ha aggiunto il Garante della privacy, Antonello Soro, «i nuovi strumenti della rete, così popolari tra i giovani, hanno un potenziale offensivo dal quale non tutti sono capaci di difendersi».  «Noi facciamo indagini e non esprimiamo giudizi psico-sociologici», ha premesso il procuratore aggiunto e portavoce della Procura di Bologna, Valter Giovannini. Giovannini ha definito comunque l’episodio «demenziale, ma molto triste. Da non sottovalutare assolutamente. Le istituzioni – ha proseguito – non possono essere dappertutto e quindi i genitori facciano in fretta la loro parte. Chi ieri sera ha visto rientrare il proprio figlio con delle tumefazioni, oggi forse potrà approfondire l’argomento».

Sul caso è intervenuto anche il sindaco Virginio Merola: “Non può essere- ha detto sabato dal palco della Festa dell”Unita”- che quando i Carabinieri e la Polizia li hanno riportati ai genitori questi abbiano risposto perché ”vi occupate di loro?”. Ci sono responsabilità’ individuali e delle famiglie”. Per Merola, che aspetta una relazione dettagliata sui fatti, “stanno prevalendo modelli di rissa e contrapposizione. Gli adulti non sono un buon modello”.

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