Blocco degli straordinari alle Poste. Rischio code

sportello delle poste

Foto Dire

Bologna, 7 mar. – Da lunedì 9 marzo si rischiano code negli uffici postali dell’Emilia-Romagna: scatta infatti il blocco degli straordinari di un mese contro il piano di tagli in Emilia-Romagna (chiusura di 53 uffici postali, ”razionalizzazione” per altri 34 e portalettere un giorno sì e uno no) e le carenze di organico (mancano almeno 150 unità di personale). E, con l”interruzione del servizio alla clientela al termine del normale orario di lavoro”, fin d’ora i sindacati si scusano “per gli inevitabili disagi e ripercussioni che si verranno a creare”. Poi verrà lo sciopero vero e proprio: sarà di due ore a fine turno (come chiesto dalla Cisl) e non di tutta la giornata (come volevano Cgil e Uil) e sarà il 30 marzo.

Entra dunque nel vivo la mobilitazione dei dipendenti delle Poste. Le rassicurazioni ai tavoli nazionali (dove Anci, azienda e Governo hanno cercato di limitare l’impatto della riorganizzazione degli uffici) non hanno tranquillizzato i rappresentanti dei lavoratori postali. A livello regionale, del resto, gli incontri sindacati-azienda si sono esauriti quasi subito senza margini per aprire spiragli di revisione del piano di Poste contestato anche da pensionati, partiti, associazioni dei consumatori e Comuni (specie quelli montani). E’ “inutilmente trascorso il periodo di raffreddamento” del conflitto previsto dalle norme, manda a dire l’Slp-Cisl; in pratica, non ci sono mai stati margini per ricucire lo strappo o mediare sulle chiusure evitando la mobilitazione del personale. Per cui, ecco il blocco degli straordinari: da lunedì 9 marzo e fino al 7 aprile, rigido rispetto dell’orario di lavoro agli sportelli (che quindi potrebbero non smaltire le code oltre il normale orario di apertura) e nelle consegne (il che potrebbe allungare i tempi di alcuni recapiti).

Per il 30 marzo è stato indetto lo sciopero e pare sia passato nella versione della Cisl, dunque di due ore a fine turno; nel comunicato di Cgil e Uil diffuso ieri non si parla più di una giornata di sciopero, ma si ribadisce che l’allarme c’è tutto (e si conferma il blocco degli straordinari). Le segreterie regionali di Slc-Cgil e Uil-Poste accusano Poste di essersi seduta al tavolo di discussione a parlare di carenza di personale (per pensionamenti ed esodi incentivati) ma portando “risposte insufficienti alla risoluzione delle problematiche”. Inoltre, Poste “ha confermato, a partire dal mese di aprile, il piano di chiusura e razionalizzazione degli uffici postali in regione, per un totale di 80″. Cgil e Uil ricordano anche la “grave carenza strutturale nella sportelleria, dove Poste da sempre si rende indisponibile a definire gli organici minimi all’interno degli uffici; il tutto aggravato da strumenti di lavoro obsoleti e malfunzionanti che rallentano le lavorazioni e da condizioni ambientali ed igieniche non consone”.

(Dire)

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