Blitz contro Panebianco. Identificati tre militanti del collettivo Hobo

blitz Hobo PanebiancoBologna, 18 lug. – Sono tre gli identificati per il blitz di tre giorni fa all’Ateneo di Bologna contro Angelo Panebianco. Si tratta di un catanzerese di 28 anni, di un 41enne piemontese originario di Casale Monferrato e di un 22enne nato a Termoli (Campobasso). I tre, come già annunciato dalla procura, dovranno rispondere di violenza privata e danneggiamento aggravato.

Il 28enne e il 41enne, racconta l’agenzia Dire, sono anche nel gruppo che contestò Panebianco lo scorso 14 gennaio: insieme a loro c’erano anche una bolognese di 21 anni e un genovese di 25 anni. Tutti e quattro riceveranno presto l’avviso di fine indagine che di solito annuncia la richiesta di rinvio a giudizio: dovranno rispondere di imbrattamento e minacce gravi. Per il catanzarese e il genovese c’è anche l’accusa di manifestazione non autorizzata: dopo il blitz, infatti, guidarono un mini corteo per le strade del centro, scandendo slogan contro Panebianco.

L’inchiesta e” affidata al pm Antonello Gustapane. “Ringraziamo la Digos per la qualità del lavoro svolto- commenta il portavoce della Procura, Valter Giovannini- e certamente simili atti di teppismo non rimarranno senza risposta da parte della Procura”.

Il video del blitz contro l’ufficio di Panebianco:

Il sindaco Merola. “L’identificazione in brevissimo tempo dei responsabili delle violenze ai danni del professor Angelo Panebianco è un’ottima notizia. In una città civile, libera e democratica gesti indegni come quelli contro il professore non possono trovare spazio”. Lo dice il sindaco di Bologna, Virginio Merola. “Lo ribadisco, questi teppisti vanno isolati e condannati. Da parte dell’Amministrazione comunale- conclude il primo cittadino in una nota- va un sentito ringraziamento alla Polizia di Stato per il risultato raggiunto”.

Il comunicato di Hobo. “Al coro bipartisan di cui già parlavamo non poteva certo mancare la Procura, che nella società dell’informazione deve svolgere il suo ruolo di attore politico e condanna preventiva a uso e consumo dell’opinione pubblica, che altro non è che l’opinione di chi detiene le leve del potere. Così è stato anche questa volta: il portavoce Giovannini annuncia che tre militanti di Hobo saranno denunciati con le fantasiose accuse di danneggiamento aggravato e violenza privata (nei confronti di una porta). ‘Gli atti di teppismo non rimarranno senza risposta’: rettore, sindaco e professionisti della casta potranno ora dormire sonni più tranquilli, tornare ai loro affari quotidiani – per esempio con l’incorruttibile sistema delle cooperative – e godersi in santa pace l’invasione israeliana e il massacro della popolazione palestinese. Noi, dopo le buone prove da muratori, impareremo tranquillamente altri mille mestieri che possono essere utili nella crisi. E poi, non ce lo avete insegnato voi che bisogna investire sul mattone?”

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