Bio: meno marketing e più prodotti locali. La ricetta dello chef Sari

paolo sari chef bio bologna elsa9 set. – Non si può guardare al biologico soltanto in un’ottica di marketing. Lo ha detto chiaramente Paolo Sari, primo chef bio ad ottenere una stella Michelin, invitato a parlare al Sana nell’ambito di un convegno dal titolo “Bologna city of bio food”. L’incontro mirava a fornire uno sguardo a 360 gradi sulle buone pratiche del biologico a Bologna; presenti tra gli altri ospiti anche l’ex ministro dell’Ambiente Edo Ronchi, presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, ed Enrico Roda della Fondazione Istituto di Scienze della Salute.

Ad introdurre il dibattito l’assessore Matteo Lepore, che ha sottolineato l’importanza della partnership di Sana con EXPO 2015, vera e propria vetrina per le realtà bolognesi di un settore in continua crescita come quello dell’alimentazione biologica. L’assessore Lepore ha parlato di un trend positivo dovuto alla grande offerta della città e ad una maggiore consapevolezza dei cittadini consumatori. Un trend che si traduce in nuove iniziative imprenditoriali, chiaro qui il riferimento a FICO, e in nuove forme di ristorazione, oltre che nella grande diffusione dei mercati contadini in città.

Proprio quest’ottica economica che vede l’aumento del consumo bio soprattutto come un trend da sfruttare è stata poco dopo fortemente criticata da Sari: “Per loro è un trend, per me è un dato di fatto” ha affermato lo chef mostrando il suo disappunto nel constatare che al convegno è stato invitato un assessore al Marketing Urbano e non uno all’Agricoltura. Sari, executive chef del ristorante di lusso “Elsa” di Montecarlo, ha parlato della necessità di emancipare il biologico dal marketing in favore di una maggiore attenzione alla qualità e ai prodotti locali, tenendo ben presente che “il consumatore è l’unico che può distinguere le bolle di sapone dalle realtà che sono veramente efficienti”. La proposta avanzata da Sari è dunque “una certificazione dalla parte del consumatore” creata ad hoc dal Ministero dell’Agricoltura per distinguere i prodotti di qualità secondo criteri etici e salutistici. Sempre con un occhio di riguardo ai prodotti locali che, afferma lo chef, sono spesso se non sempre sinonimo di qualità.

Beniamino Della Gala

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