Cala l’imu sulla prima casa ma tra sindacati e Comune “distanze ragguardevoli”

20 gen. – Dopo oltre quattro ore di incontro a Palazzo d’Accursio tra sindacati e vice sindaco Silvia Giannini rimangono distanti le posizioni sulla manovra da 70 milioni che la giunta ha presentato martedì scorso. Nonostante il calo del prelievo dell’imu sulle prime case, passata dal 5 per mille al 4.5, e l’imu sulle attività produttive al 9.6 per i sindacati la manovra rimane iniqua. Duro il commento del segretario della Cgil, Danilo Gruppi: “Non siamo per niente soddisfatti, ci sono distanze ragguardevoli tra la proposta della giunta e le nostre”. I confederali infatti chiedevano di lasciare al minimo l’imu sulla prima casa (fissandola a quel 4 per mille che andrebbe tutto al Governo) e di alzare al massimo, fino al 10.6, quella sulle imprese. Anche perché, come dice Gruppi: “Hanno già beneficiato dello sgravio Irap, possono stare in piedi”.

A rendere indigesta la manovra ai sindacati c’è anche l’aumento delle tariffe per l’adeguamento all’inflazione: “Abbiamo già dato” ha detto il numero uno della Cisl Alessandro Alberani che, pur avendo una posizione un po’ più sfumata rispetto a Gruppi, è convinto che ci sia ancora molto da lavorare per rendere equa la manovra.

Dai sindacati è arrivato il via libera alla tassa di soggiorno, che per Gruppi può essere utilizzata per mettere in campo attività socialmente utili.

“Per noi è il meglio che si poteva fare in termini di equità” dice Giannini che comunque non dispera di riuscire alla fine a trovare una quadra con i sindacati. E per questo ha intenzione di convocare una nuova riunione, forse già alla fine della settimana prossima.

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