Bankitalia: crisi in regione fino al 2010

11 Giu. – L’Emilia Romagna non uscirà dal tunnel della crisi economica prima del secondo semestre del 2010. I numeri contenuti nel rapporto della Banca d’Italia sull’economia della regione sono impietosi: -23% dell’export nel primo trimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2008, -20% di investimenti previsti nel settore manifatturiero per un campione di 300 imprese con almeno 20 lavoratori. Nei servizi, invece, la contrazione prevista è del 2,5%, portando così la media complessiva a -15%.
Il rischio, secondo gli analisti della Banca d’Italia, è che nei prossimi mesi le imprese inizino a ridurre il livello della forza lavoro e questo «contribuirebbe ad abbassare drasticamente i livelli di domanda di beni di consumo».
Gli effetti della crisi si sono manifestati sul mercato del lavoro a partire dall’ultimo trimestre del 2008, quando la crescita dell’occupazione in regione si è bruscamente interrotta (0,3% su base annua), dopo un aumento medio dell’1,7% nei primi nove mesi. Nel 2008 il numero degli occupati si è ridotto complessivamente del 3,6%.
Dal lato del credito, le banche regionali hanno aumentato la quantità di denaro in circolazione (+3,2% i prestiti tra marzo 2009 e l’anno precedente) a scapito però di un inasprimento delle condizioni di finanziamento, specialmente per il settore delle costruzioni.
Il settore del turismo, infine, è quello che sta accusando meno la crisi. Nella Riviera romagnola, ad esempio, nell’ultimo anno gli arrivi di turisti italiani sono aumentati dell’1,3%. Questo perché in molti hanno sostituito le costose vacanze all’estero con più economici soggiorni nel mare vicino casa.

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