Badante unica erede, ma il testamento era un falso

3 mag. –  Ha assistito per cinque anni un’anziana di 89 anni e al momento della sua morte nel marzo 2011 ha cercato di ereditare l’appartamento che divideva con lei, a San Ruffillo, scrivendo un testamento falso. Alina Zhadan, 61 anni di origine ucraina, si è presentata dal notaio con un testamento che la indicava come unica erede di Diva Dianelli.  A scoprire l’inganno sono stati due cugini di secondo grado dell’anziana, nominati eredi universali in un documento scritto da Danielli nel 1993.

L’anziana ormai era quasi cieca e per questo, nel 2006, aveva assuto Zhadan. Difficilmente avrebbe potuto scrivere di suo pugno il testamento datato 18 agosto 2010, secondo gli inquirenti, che sollevano anche un altro dubbio sull’autenticità del secondo testamento: il testo presenta numerosi errori di grammatica che contrastano con il buon livello di istruzione della defunta e rivelano la poca dimestichezza con l’italiano di chi l’ha scritto.

L’appartamento, come stabilito dal gip Andrea Santucci su richiesta del pm Laura Sola, è stato sottoposto a sequestro per evitare che possa essere venduto: Zhadan aveva già provveduto ad accettare l’eredità e stava ricevendo numerose visite di persone interessate all’acquisto. La donna è ora accusata di falso, nei giorni scorsi le è stato inviato l’avviso di fine indagine e tra non molto il pm chiederà la citazione diretta a giudizio.

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