Nessuna soluzione per i bimbi dei baby parking chiusi

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Bologna, 28 feb. – “Iscrivete i bambini ai nidi privati, c’è ancora posto”. E’ l’unico consiglio che l’ufficio scolastico del Comune di Bologna ha dato alle tre mamme che si sono recate oggi in Comune in cerca di una soluzione. Avevano iscritto i loro bimbi al Baba Jaga, uno dei baby parking chiuso per ordinanza, perché sono rimasti fuori dai nidi comunali e sono in lista d’attesa. Per loro, raccontano, le rette dei nidi privati sono troppo alte.

I baby parking chiusi funzionavano come asili nido senza averne il permesso, spiegano dal Comune. Cioè ospitavano i piccoli ogni giorno, in modo continuativo, mentre, avrebbero potuto accoglierli solo due giorni a settimana per poche ore. Ora sono decine i bimbi in cerca di una soluzione, che frequentavano i quattro baby parking, due al Navile, due nel quartiere Porto, uno (il Baba Jaga) nel quartiere Saragozza.

Al Baba Jaga la titolare Marta Bulicz non nega di aver tenuto i bimbi tutti i giorni, ma replica: “In questi anni ci siamo trovati a rispondere alle esigenze di moltissime famiglie escluse dai nidi comunali. E’ vero da un punto amministrativo gli spazi ricreativi hanno dei limiti, è vero anche che queste famiglie non sapevano come fare e noi abbiamo cercato di fare il nostro meglio per accoglierli”.

Le tre mamme, all’uscita dalla sede del Comune in piazza Liber Paradisus, pur lodando le qualità della struttura di via della Grada, precisano di aver chiesto un incontro non per difendere il baby parking ma per chiedere una soluzione politica della vicenda. Una retta di un nido privato si aggira sui 900/1000 euro al mese, il Baba Jaga, ci dicono le mamme, costava sui 600 euro al mese, ma con la possibilità di risparmiare ogni volta che il bimbo stava a casa.

Palazzo d’Accursio fa sapere che, dati aggiornati a questi giorni, sono ancora 128 i bimbi in attesa di un posto comunale.  Se in alcuni casi ad escludere il figlio dai nidi comunali è il reddito, troppo alto per il Comune e troppo basso per un posto nei nidi privati, in altri può essere la data di nascita del bimbo. Il bando del Comune apre per poco meno di un mese, tra metà aprile e metà maggio e i bimbi nati in estate rischiano di poter entrare al nido alcuni mesi dopo aver compiuto il primo anno. E le difficoltà dei genitori aumentano.

 

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