Autismo. I genitori: “A Bologna lista d’attesa fino al 2020”

Bologna, 22 nov. – “Sull’autismo i servizi pubblici di Bologna sono d’eccellenza ma nello stesso tempo accessibili solo a poche famiglie“. A lanciare l’allarme è Marialba Corona, presidente bolognese dell’Angsa, la filiale locale dell’Associazione nazionale genitori soggetti autistici. Corona racconta di famiglie a cui è stato detto di aspettare fino al 2020 prima di poter fare entrare il proprio figlio in terapia. “Ci sono liste d’attesa molte lunghe perché le diagnosi stanno aumentando sempre più, per questo come associazione lanciamo un appello per la creazione in città di un grande centro per l’autismo. Purtroppo i servizi che ci sono non bastano più”, spiega Corona.

I dati dell’Ausl di Bologna dicono che nel 2017 sono stati censiti 296 giovani sino ai 17 anni con disturbi autistici e 59 adulti. Numeri in costante aumento con una media del 30% all’anno. Le persone adulte con disturbi autistici seguite dai Centri di salute mentale nel 2018 sono più che raddoppiate rispetto ai 12 mesi precedenti (120 quando l’anno non si è ancora chiuso). Un aumento che sta creando molta preoccupazione tra i genitori dell’Angsa. “In questo momento a Bologna le famiglie con possibilità economiche non attendono certo di essere prese in carico per la terapia con oltre un anno di ritardo dalla prima diagnosi. Quindi siamo alle solite – dice Corona – chi può paga e fa seguire subito il proprio bimbo da uno specialista, chi non ha le risorse economiche deve invece aspettare e perde così importantissime opportunità”. Il costo medio di un trattamento ad hoc per un bimbo autistico, raccontano i genitori dell’Angsa, può variare dai 300 agli oltre 1000 euro al mese. In Emilia, dicono stima degli esperti dell’Ausl, c’è una diagnosi di autismo ogni 80 bambini.

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