Asili nido. Le reazioni politiche al dietrofront del Commissario

8 apr. – Il Pd bolognese plaude al “buon senso” del commissario Cancellieri e chiede al ministro Maroni di non sconfessare l’interpretazione che garantirebbe anche ai figli degli stranieri irregolari di accedere ai nidi comunali. “L’applicazione della norma governativa tout court sarebbe stato uno sfregio non solo alla cultura dell’inclusione, ma a tutta la storia della nostra città”, ha sottolineato l’ex capogruppo in Comune, Sergio lo Giudice. Il governo, ha detto, “ha già risposto positivamente alla richiesta di chiarimento del Comune di Torino, permettendo di superare gli ostacoli sulla presentazione obbligatoria del permesso di soggiorno dei genitori dei bambini che chiedono di accedere alla scuola per l’infanzia”.
Sulla stessa linea anche l’ex assessore comunale alla scuola, Simona Lembi: “Si affermi una volta per tutte il principio per cui i nidi non sono servizi sociali, ma parte integrante del sistema scolastico“. Più duro Giovanni Venturi, capogruppo Pdci in Provincia: “Fare pagare a questi uomini e donne due volte il prezzo della crisi penso sia inaccettabile”, ha spiegato riferendosi agli immigrati che hanno perso il lavoro.
“Massima solidarietà all’operato del commissario Cancellieri, improntato al rispetto di una normativa nazionale” arriva invece da Manes Bernardini, leader bolognese della Lega Nord e neo-eletto consigliere regionale. Per l’esponente del Carroccio è tutto assolutamente in regola: “Se oggi si tratta di asili nido – ha detto il leghista – domani sarà la volta di case popolari e servizi sociali, dei quali chi non è in regola usufruisce sempre a danno di chi è in regola e dei cittadini italiani. Oggi la norma è quella  – ha sottolineato – e va applicata, senza se e senza ma“.

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