Arresto Assange. “Le leggi per proteggere le fonti non bastano”

12 apr. – “Una rivoluzione” così Stefania Maurizi, giornalista media partner di Wikileaks per La Repubblica, definisce l’effetto creato dal lavoro di Julian Assange nel mondo del giornalismo. Wikileaks ha reso pubblici e accessibili a tutti migliaia di documenti, garantendo l’anonimato della fonte. Ora rischia di venire processato negli Stati Uniti.

L’atto d’accusa per la richiesta di estradizione, ci spiega Maurizi, parla solo di un reato informatico (secondo l’accusa avrebbe aiutato Chelsea Menning a decifrare di una password), perché la pubblicazione è protetta dalla Costituzione americana, dal primo emendamento.

Errori? “Quelli li fanno tutti”, quello che è mancato ad Assange, secondo Maurizi, sono gli alleati.

      Stefania Maurizi

 

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