Aria pessima: passi avanti che non bastano


26 gen. – Le polveri sottili restano al primo posto nella classifica degli inquinanti che rendono irrespirabile l’aria nella nostra regione. Secondo il primo report regionale sulla qualità dell’aria negli ultimi dieci anni  è stato fatto molto. Le Pm10 sono calate del 25% dal 2001 ad oggi, ma sono aumentati i “giorni critici”, quando la mancanza di vento e piogge favorisce la concentrazione degli inquinanti. L’abbiamo avvertito in particolare nel 2011 e in questi primi giorni del 2012, quando a causa della forte siccità la tendenza positiva si è invertita e sono tornati ad aumentare il numero di sforamenti del limite dei 50 µg/m³.

La Regione Emilia Romagna è intervenuta con provvedimenti per la limitazione del traffico e interventi per favorire il trasporto pubblico, ha ricordato l’assessore all’ambiente Sabrina Freda alla presentazione del rapporto a cura di Arpa e della Regione, ma ora “è necessario un intervento dallo Stato”. Un appello che, secondo Freda, sembra trovare margini di ascolto da parte del Ministro Corrado Clini che ha avviato la definizione del Piano nazionale per il bacino padano, che partirà dai piani realizzati dalle singole regioni, con l’intendo di valorizzare le esperienze più significative.

Il rapporto regionale sfata il mito della distinzione tra Emilia e Romagna: anche se la vicinanza al mare aiuta le zone costiere a liberarsi degli inquinanti, le più pericolose Pm 2,5 sono equamente distribuite su tutto il territorio regionale, perché più piccole e quindi più volatili. I prossimi provvedimenti quindi dovranno riguardare tutti: potrebbe essere deciso un nuovo giorno di blocco per il traffico, la domenica, ipotizza Freda, oppure l’abbassamento del riscaldamento per gli edifici pubblici di un grado. Idee che però andranno vagliate alla prossima riunione tra i sindaci, ancora da fissare.

Buone notizie, invece sul fronte degli inquinanti tradizionali: “monossido di carbonio, benzene e biossido di zolfo non costituiscono più un problema” scrive l’Arpa. Sono diminuiti fino al 70% e restano ampiamente sotto il livello dei limiti di legge. Diminuiscono anche gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici), mentre rimane ad un livello di guardia l’ozono troposferisco, che d’estate diventa “l’altra faccia del problema delle polveri sottili”, in base in rapporto di Arpa.

In Emilia Romagna è stato di recente avviato il progetto Supersito che, con la collaborazione del CNR, monitorerà, con cinque centraline di ultima generazione i dati sul particolato fine e ultra fine (Pm 2,5, Pm 1 e Pm 0,1).

 

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