Alberani: “Arci Guernelli problema del Comune, senza accordo sul debito il circolo non riapre”

Bologna, 25 lug. – Da due settimane tra Comune di Bologna, Arci Guernelli e Acer c’è un convitato di pietra quasi nemmeno sfiorato dalle polemiche e dalle dichiarazioni che hanno affollato il dibattito scoppiato dopo lo sgombero dello scorso 14 luglio. Si tratta del debito che il circolo di via Gandusio ha accumulato nel corso dell’ultimo decennio. Una cifra importante, circa 100 mila euro – ma nessuno al momento fornisce numeri precisi, nemmeno Acer -, così grande da mettere in secondo piano i danni subiti dal Guernelli durante lo sgombero. “Hanno denunciato il furto della cassa e alcuni danni alle porte? Si parla di tre-quattro mila euro e noi quei soldi glieli diamo anche domani. Ma loro da domani ripaghino il debito di centomila”, sbotta il presidente di Acer Alessandro Alberani.

Per Alberani il problema del Guernelli è ormai “un problema politico ed è del Comune di Bologna”. Il presidente di Acer cita ad esempio le incomprensioni sui tempi e modalità dei cantieri tra l’assessora alla casa Virginia Gieri e il presidente provinciale di Arci Stefano Brugnara. “Hanno avuto uno scazzo tra di loro, una diceva ‘te l’ho detto’, l’altro il contrario”. Il nodo ovviamente è tutto legato alla chiusura del circolo, quando fino a qualche mese fa i dirigenti Arci erano convinti di dover chiudere al massimo pochi giorni. Di certo non mesi.

      Alessandro Alberani

 

Se il problema è politico, prosegue Alberani, i tecnici di Acer “sono semplici esecutori nel rispetto delle regole”. Il debito del circolo nei confronti di Acer si sarebbe creato nel corso delle precedenti gestioni e toccherebbe, probabilmente superandoli, i 100 mila euro. Non esiste una cifra condivisa tra le parti, anzi c’è da tempo un’accesa discussione tra il Guernelli e l’Acer su maxi conguagli da più di 5 mila euro che il circolo non risulterebbe aver pagato, pur avendo però rispettato il resto del piano di rientro già concordato un paio di anni fa. Resta il fatto che a fare la parte del leone nel debito sarebbero per lo più le utenze del gas e dell’acqua. I centomila euro sono maturati in un contesto di abbandono e degrado, con contatori rotti o malfunzionanti e bollette di palazzo poi suddivise seconde le metrature. “Non stanno pagando da anni, sono morosi“, taglia corto Acer.

“A quanto ammonta il debito non ve lo dico ma noi – spiega Alberani – non vogliamo strangolare nessuno e siamo disponibili a trovare un accordo. Però pagare l’affitto è legalità, e noi siamo per il rispetto delle regole. Dirò di più spero che il circolo Guernelli torni ad essere un luogo frequentato dalla città e non solo per la gente che c’era qui. Sono fiducioso che sarà così, abbiamo chiesto che anche Arci provinciale si assuma la sua responsabilità in futuro”.  E’ dunque il debito il problema numero uno sollevato da Acer sulla questione Guernelli. E infatti, fa sapere l’azienda pubblica per la casa, il circolo “potrà riaprire solo dopo aver firmato un accordo che comprenda tutto”, anche un nuovo piano di rientro “da rispettare”.

Ne consegue che la riapertura dello storico circolo di via Gandusio sarà conseguenza di un accordo anche economico tra le parti. E come non è più scontata la ripartenza non sono più certi nemmeno i tempi. Fino a qualche mese fa sembrava che il Guernelli non fosse neppure interessato dai lavori di ristrutturazione delle palazzine Acer, subito dopo lo sgombero si è parlato di riapertura a gennaio 2018, oggi le cose sembrano complicarsi maggiormente perché non è detto che le esigenze del cantiere si coniughino con quelle del circolo. E allora la riapertura a gennaio potrebbe slittare ancora, e magari andare a fine 2018.

 

      Circolo Guernelli - la conferenza stampa di Acer

 

Infine c’è la questione di quel che è successo il giorno dello sgombero dopo le 6.40, quando è stata staccata la luce a tutto il complesso e qualcuno è entrato dentro il circolo sfondando 18 porte e rubando incasso della sera precedente e fondo cassa. “Le porte sono state buttate giù perché c’era puzza di gas. Non l’abbiamo detto prima perché siamo corretti e c’è un’inchiesta in corso”, dice Alberani. Acer fa sapere che le porte non sono state distrutte ma solo danneggiati i grimaldelli, “mentre il furto dell’incasso non sappiamo da chi sia stato fatto perché quel giorno nel palazzo c’era un sacco di gente, e gli ingressi più d’uno. Le entrate interne  – ipotizza Alberani – possono essere stata usate anche dagli occupanti, e i furti possono essere state fatte da mezzi delinquenti comuni”.

“Quando il nostro personale si è affacciato alle porte chiuse ha sentito un forte odore di gas e in accordo con i funzionari della questura sono stati chiamati i vigili per ogni evenienza, dentro sono state trovate sei bombole irregolarmente presenti, poi prelevate da un nostro idraulico. Noi abbiamo aperto solamente due porte, il danno arrecato e fatto su indicazioni delle forze dell’ordine possiamo rifonderlo”, precisa Antonio Frighi di Acer.

Ricapitolando Acer sostiene che “i vigili del fuoco hanno aperto le porte”, che dentro il Guernelli “è entrata sia la polizia sia i vigili” sia, ovviamente, l’idraulico che ha rimosso le bombole. Infine, aggiunge Frighi, “dopo l’apertura degli ingressi a guardia del circolo c’erano i poliziotti che presidiavano ogni porta. Il furto? “Non lo so”, conclude il tecnico. Infine Acer non sarebbe stata sentita in procura. Sulla questione è stata aperta un’inchiesta. Pochi giorno dopo la Procura avrebbe deciso per la richiesta di archiviazione.

Una versione (quella di Acer) che non collima con i rapporti della polizia municipale. L’odore di gas sarebbe stato sentito solo dopo l’apertura di una porta al primo piano (civico 8) dal parte di un fabbro di Acer. L’azienda per la casa avrebbe poi guadagnato l’ingresso da una seconda porta interna e, infine, smontato anche la blindatura che garantiva la sicurezza del primo ingresso. Di queste operazioni i vigili sarebbero stati poi informati in un secondo momento.

 

(video dell’agenzia Dire)

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