Andrea Poggio, nove brani in “Controluce”

18 gen. – Questa sera all’Antoniano andrà in scena la tappa bolognese dell’Infedele Tour di Colapesce. Il musicista siciliano, come anticipato qualche tempo fa sulle nostre frequenze, ha chiesto ad Andrea Poggio – ex frontman dei Green Like July e fresco di esordio su La Tempesta Dischi con Controluce, uno dei dischi pop italiani del 2017 – di aprire i concerti di Roma e Bologna. “Con i Green Like July sentivo di aver detto tutto ciò che avevo da dire”, ha raccontato Andrea ai microfoni di Cotton Fioc, “parallelamente ha fatto capolino l’intenzione di iniziare a scrivere in italiano, lingua che mi ha portato su delle direttive e su dei terreni decisamente diversi rispetto a quanto facessi coi Green Like July. Questa cosa ha inevitabilmente decretato la fine del mio progetto precedente e l’inizio di una nuova avventura”.

Build a Fire, un album con il quale i Green Like July “sentivano di avere chiuso un cerchio”, segnò l’inizio della collaborazione con Enrico Gabrielli: “Io ho scritto Controluce avendo Enrico come arrangiatore in testa, molto prima che Gabrielli lo sapesse. Nel buio della mia cameretta cercavo di figurarmi Enrico con me e scrivevo degli arrangiamenti andando un po’ in quella direzione”, spiega Andrea. “In questo senso è stata una forte ispirazione; diciamo che poi quando si è trovato a lavorare al disco ha molto spesso migliorato le mie parti, talvolta ne ha scritte altre”.

La produzione di questo disco, registrato tra Milano e New York da Eli Crows (già al lavoro con tUnE-yArDs, Yoko Ono, Why? e Deerhoof), vede le stratificate armonie vocali di Poggio e Adele Nigro (Any Other, che fu coinvolta nel progetto ai tempi in cui militava nelle rimpiante Lovecats) ed un’atmosfera rarefatta incontrarsi con arrangiamenti barocchi decisamente inconsueti: “Avendo abbandonato quell’appuntamento bisettimanale in sala prove, dovevo confrontarmi solo con me e il mio computer, su terreni meno rock e meno classici da quel punto di vista”

“Sto lavorando a queste canzoni da quattro anni”, confessa Andrea. “Utilizzare l’italiano è stato un po’ come usare uno strumento musicale diverso, ho dovuto capire cosa mi piaceva della lingua italiana in musica e cosa no, attingere dagli autori che ritenevo vicini a me”. Sebbene il suo nome, infatti, venga spesso accostato nelle recensioni a quelli di Battiato e Morgan, Andrea volge altrove lo sguardo per quanto concerne i riferimenti artistici del proprio progetto: “Ti potrei citare tre nomi: Kate Bush, Kanye West e Marcello Mastroianni, che non è un musicista, ma ci sono tante cose che mi legano a lui”.

Accompagnato dalla violinista Yoko Morimyo (che ha anche preso parte alla registrazioni dell’album, in qualità di orchestrale degli Esecutori di Metallo su Carta di Enrico Gabrielli), Andrea Poggio ha suonato in acustico nei nostri studi due brani tratti dal suo esordio“Vento D’Africa” e la title-track “Controluce”. Buon ascolto!

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