Analisi del voto: anche il Cattaneo conferma l’avanzata della sinistra

Sulle ultime amministrative arriva anche l’analisi dei flussi elettorali condotto dall’Istituto Cattaneo di Bologna.
Nelle 13 città capoluogo di provincia dove si é votato per l’elezione del sindaco, i candidati di centrosinistra hanno guadagnato 130mila voti, pari al 16,8% in più rispetto al primo turno, mentre i candidati del centrodestra hanno perso oltre 21mila voti (-3,1%).

Questo schema (incremento del candidato del centrosinistra, calo di quello del centrodestra) si è manifestato a Napoli, ma non a Milano, dove entrambi i candidati hanno visto aumentare i propri consensi. Sotto la Madonnina, però, se entrambi i candidati in corsa hanno preso voti in più, il candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia ha avuto un incremento di gran lunga maggiore del sindaco uscente Letizia Moratti: a Pisapia sono andati 49.800 voti in più (pari a una crescita del 15,8% rispetto al primo turno), mentre la Moratti ha avuto 24.500 preferenze in più (in termini percentuali il 9% di incremento). A Napoli il discorso è stato diverso perché i due candidati hanno avuto andamenti diametralmente opposti: boom di preferenze per Luigi De Magistris (47mila voti in più rispetto a quelli presi da lui e dal candidato del Pd, con un incremento del 21,7%) perdita secca per Gianni Lettieri (che ha avuto 39mila voti in meno, pari a un calo del 21,9%). Il “modello milanese” (aumento di entrambi i candidati) si è manifestato anche a Trieste (+28,7% per il candidato del centrosinistra, + 14,3 per il candidato del centrodestra) e, in misura più attenuata, a Pordenone. A farla da padrone è stato però il “modello napoletano“: a Cagliari, Novara, Crotone, Varese, Rovigo, mentre crescevano tra primo e secondo turno i consensi ai candidati del centrosinistra, diminuivano quelli ai candidati di centrodestra.

Isole felici, in un mare di disperazione, per il centrodestra, secondo lo studio del’Istituto Cattaneo, sono Rimini, Grosseto, Cosenza e Iglesias: gli unici comuni nei quali il centrodestra ha avuto una dinamica migliore di quella del centrosinistra.

Capitolo a parte quello dell’affluenza: se al primo turno sono stati espressi, nel complesso dei tredici comuni capoluogo, 1 milione 686 mila preferenze per i candidati sindaco, al secondo turno hanno espresso voti validi solo 1 milione 561mila votanti: una contrazione di oltre 125 mila voti, pari al 7,4% dei consensi. In questo però Milano si distingue nuovamente: nel capoluogo lombardo c’é stata infatti una maggiore mobilitazione degli elettori. Le preferenze per i candidati sono infatti aumentate di 6.152 unità, ossia dello 0,9%. In tutti gli altri comuni è stato invece registrato un calo significativo del voto, specie al Sud: a Napoli le preferenze sono diminuite di 61.200 unità, pari al 13,1%.

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