Amianto, in Emilia-Romagna 670 morti

7 apr. – Secondo Legambiente tra il 1988 e il 1997 in Emilia-Romagna 610 persone sono morte per mesotelioma della pleura, un tumore maligno riconducibile all’esposizione all’amianto. Oggi a Torino si celebra il processo contro i dirigenti della Eternit, la società che gestiva impianti di lavorazione dell’amianto e che aveva uno stabilimento a Rubiera, nel Reggiano.

I morti in realtà sono difficilmente quantificabili per diversi motivi – spiega Vito Totire, medico responsabile dell’Associazione esposti amianto. I tempi di latenza sono lunghissimi, anche 20 o 30 anni, e si stima che per ogni mesotelioma della pleura si manifestino da uno a tre casi di tumori del peritoneo e del polmone, oltre ad altre patologie associate all’esposizione, come l’asbestosi. Il 10% del totale di tutte le malattie segnalate dall’INAIL nel 2007 è formato da asbestosi.

A Bologna ci sono numerose aziende che hanno utilizzato amianto, tra le quali ricordiamo l’Officina Grandi Riparazioni (5 persone sono state condannate), la Casaralta, la Breda Menarinibus, la Sirmac, la Sabiem, oltre agli zuccherifici e alle aziende edili.

Non solo: ci sono numerosi siti dove è presente amianto, alcuni in stato di abbandono: i Prati di Caprara, una ex azienda in via Spadini per cui l’ordinanza di bonifica è scaduta il 31 marzo, la Sabiem.

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