Alluvione. Bologna come Genova? A preoccupare è il Ravone

Bologna, 15 ott. – Quanto è reale il rischio che a Bologna si ripeta l’alluvione di Genova? L’ingegner Ferdinando Petri, direttore dell’Ufficio tecnico di bacino del Reno, ha la “fondata preoccupazione” che rami, tronchi e massi possano ostruire gli imbocchi dei rii collinari che scendono dalle colline a sud della città e che viaggiano sotterranei. Meloncello, Aposa, San Giuseppe, Grifone: toponimi presenti in città, in superficie, in corrispondenza di luoghi simbolo della città e di vie, ma che nascondono nel sottosuolo veri e propri torrenti. Canali e torrenti sono stati tombati, coperti, nel dopoguerra. Se non sono opportunamente puliti, in caso di precipitazioni eccezionali, possono esondare allagando ampie zone della città. Come accaduto a Genova.

Per questa ragione, Petri ha chiesto l’aiuto del Comune di Bologna, di Hera e del Consorzio delle bonifica renana per avviare, già da questa settimana, una ricognizione sui corsi d’acqua cittadini. In particolare a preoccupare Petri è il Ravone, il rio che scende dalla valle di Casaglia e in zona Andrea Costa entra nel canale di Reno. “Ho la fondata preoccupazione che ci possano essere materiali sia legnosi che lapidei che potrebbero, in caso di piccole bombe d’acqua, precipitare all’interno dei canali tombati ed arrecare danni, non dico come quelli di Genova, ma sicuramente significativi alla città. Ed è quello che tutti vorremmo evitare”.

      Petri_Ravone

 

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