Alloggi Erp, cambiano le regole. 690 famiglie fuori casa

Bologna, 25 sett.- Sono 490 i nuclei familiari che a Bologna dovranno lasciare la casa popolare assegnata, a cui se ne sommano altri 200 nell’area metropolitana, per un totale di 690 famiglie. Una riforma della Regione Emilia-Romagna rivoluziona le politiche abitative e cambia le modalità di calcolo del canone e i requisiti per la permanenza negli alloggi, introducendo anche il patrimonio mobiliare. Dal 1 ottobre per avere ancora il diritto di permanenza e poter quindi rimanere nella casa assegnata bisognerà avere un Isee inferiore a 24mila euro (prima la soglia era di 34mila) e/o un patrimonio mobiliare che non deve superare i 49mila euro.

“Vogliamo lasciare la casa a chi ne ha davvero bisogno e oltre questa soglia le famiglie devono uscire”, ha spiegato il presidente di Acer Alessandro Alberani in conferenza stampa. “Sono già state avvisate, potranno cercare nel libero mercato o fare domanda per il canone concertato. Per chi invece supera di poco la soglia o è in condizione di fragilità sono previste mitigazioni e una sospensione temporanea per un massimo di due anni”.

Cambiano anche le modalità di calcolo del canone perché sarà introdotto il canone oggettivo basato su sette parametri che tengono conto anche del valore dell’immobile e della zona, con un incremento medio del 15%. Invariati invece i requisiti per l’accesso agli alloggi Erp, ovvero un Isee tra i 7.500 euro e i 17mila euro e un patrimonio mobiliare che non superi i 35mila.

Alberani ha parlato anche dei maxi palazzi di edilizia popolare di via Gandusio sgomberati il 14 luglio, al centro di un progetto di riqualificazione. “I lavori di ristrutturazione sono partiti – ha spiegato -. Ci stanno lavorando quattro imprese ed entro gennaio 2018 dovrebbero entrare le 160 famiglie“.

      Alessandro Alberani

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