Alla scoperta della Maple Death Records

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17 mar. – Aprire un’etichetta discografica nel 2015, in questo periodo non propriamente felice per quanto riguarda l’economia legata alla musica in tutti i sensi, è una mossa da pazzi? Non del tutto: ce l’ha dimostrato (e lo sta dimostrando) una nuova etichetta di una nostra vecchia conoscenza: la Maple Death Records di Jonathan Clancy. Ospite di Maps un paio di settimane fa, Jonathan ci ha reso partecipi di questa nuova avventura musicale. Un’avventura che sta avendo successo, tant’è che della neonata label ha parlato sul suo blog Simon Reynolds, uno dei critici musicali più importanti degli ultimi decenni.

Per ora la band che hanno firmato per MDR sono tre: HAVAH, His Electro Blue Voice e l’esordiente Stromboli, che in realtà esordiente non è, visto che dietro il “vulcanico” monicker c’è Nico Pasquini, già nei Buzz Aldrin. Ed è stato proprio il post rock rumoroso e ambientale di Nico, pubblicato rigorosamente su cassetta (già sold out) a fare rizzare le orecchie a Reynolds e non solo.

L’altra uscita è un vinile split che vede su un lato gli HAVAH e sull’altro gli His Electro Blue Voice: “Una band che viene poco considerata, nonostante abbia pubblicato con etichette prestigiose come SubPop e Sacred Bones“, ci ha detto Jonathan. E la ricerca è sicuramente alla base delle scelte dell’etichetta, così come il diffondere buona musica: “Fare conoscere la musica che mi piace, anche quella fatta da amici, è una delle spinte che mi ha convinto ad aprire la Maple Death. Sono un romantico, per me le etichette sono importanti: mi piace l’idea di come funziona una label e poi, facendo anche io musica, può essere un veicolo alternativo per pubblicare.” Ma, come spesso accade, alla base di tutto c’è e ci deve essere la passione.

 

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