“Ai vigili armi anche fuori servizio”. In Regione passa odg della Lega. Pd spaccato

16 lug. – L’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna ha dato il via libera a un ordine del giorno, collegato ad un progetto di legge di riforma più complessivo, presentato dalla Lega Nord e sottoscritto anche da cinque consiglieri del Pd e quattro del Pdl, che invita la Giunta regionale a intraprendere azioni affinché sia consentito “agli agenti (di polizia locale) di portare senza licenza le armi di cui possono essere dotati in relazione al tipo di servizio nei termini e nelle modalità previsti dai rispettivi regolamenti, anche fuori dal servizio, nell’ambito territoriale regionale”. Un odg che non avrà effetti automatici, e che chiede alla Giunta di attivarsi verso il Governo per capire se la strada indicata dalla Lega Nord è percorribile: armi ai vigili anche fuori servizio, ad esempio nel tragitto casa-lavoro ma non solo.

Hanno votato a favore del documento Pdl, Lega, Udc, Idv, Franco Grillini (Misto) e la maggioranza dei consiglieri del Pd. Contrari, oltre a Mov5stelle e Giovanni Favia (Misto), anche Fds e Sel-Verdi e hanno scelto l’astensione quattro consiglieri del Pd (Damiano Zoffoli, Giuseppe Pagani, Thomas Casadei, Antonio Mumolo).

“Chi dice che andiamo verso la militarizzazione dice sciocchezze – spiega Marco Monari, capogruppo Pd in Regione – Questo ordine del giorno chiede che la Giunta interpelli il governo su una possibilità, non è che domani vedrete i vigili girare come novelli Pancho Villa“. E a chi nel Pd si è astenuto, Monari dice: “Non hanno capito lo spirito dell’ordine del giorno”.

Ad essersi astenuto è ad esempio Thomas Casadei, consigliere regionale democratico eletto in Romagna. “Dovevamo rifletterci di più – spiega ai nostri microfoni – Non ci pare appropriato diffondere l’uso di armi fuori da determinati contesti e spazi”.

Come si legge nel documento approvato, “tale limitazione del porto dell’arma in dotazione può precludere l’intervento e l’operatività degli agenti qualora si dovessero trovare in situazioni di emergenza o di pericolo lungo il tragitto da e per la propria abitazione, qualora il luogo di residenza si trovi all’esterno del territorio ove si presta servizio”.

Monica Donini (Fds) ha espresso il suo disappunto, ricordando come “la diffusione della armi da fuoco non aumenti la sicurezza e non riduca affatto la violenza, anzi produca l’effetto contrario”. “Così si mettono in pericolo persone che non sono preparate”, spiega Donini.

Il consigliere Mauro Manfredini (Lega nord) ha invece respinto le accuse rivendicando il fatto che “affidiamo le armi non certo a ‘dilettanti allo sbaraglio’, ma ad agenti addestrati, che per obbligo di legge devono regolarmente presentarsi al poligono a sostenere delle prove”.

 

Di seguito il testo dell’Odg:

 

Alla Presidente
dell’Assemblea Legislativa
Regione Emilia-Romagna

Risoluzione

L’ASSEMBLEA LEGISLATIVA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Visti
– la legge 7 marzo 1986, n. 65 recante “Legge-quadro sull’ordinamento della polizia municipale”, in particolare l’articolo 5 (Funzioni di polizia giudiziaria, di polizia stradale, di pubblica sicurezza), così come modificato dall’art. 17, comma 134, L. 15 maggio 1997, n. 127 che, al comma 5, recita: Gli addetti al servizio di polizia municipale ai quali è conferita la qualità di agente di pubblica sicurezza possono, previa deliberazione in tal senso del consiglio comunale, portare, senza licenza, le armi, di cui possono essere dotati in relazione al tipo di servizio nei termini e nelle modalità previsti dai rispettivi regolamenti, anche fuori dal servizio, purché nell’ambito territoriale dell’ente di appartenenza e nei casi di cui all’articolo 4;
– il decreto ministeriale 4 marzo 1987, n. 145 (Norme concernenti l’armamento degli appartenenti alla polizia municipale ai quali è conferita la qualità di agente di pubblica sicurezza)
Considerato che
– tale limitazione del porto dell’arma in dotazione da parte del personale di polizia locale può precludere l’intervento e l’operatività degli agenti qualora si dovessero trovare in situazioni di emergenza o di pericolo lungo il tragitto da e per la propria abitazione, qualora il luogo di residenza si trovi all’esterno del territorio ove si presta servizio;
– la Regione intende promuovere, attraverso l’attuazione della legge regionale 4 dicembre 2003, n. 24 e successive modifiche, un sistema integrato di sicurezza disciplinando l’esercizio di funzioni di polizia amministrativa locale;
– sarebbe auspicabile che la normativa statale richiamata consentisse invece la possibilità, per gli agenti, di portare le armi in dotazione, anche fuori dal servizio, nell’ambito territoriale regionale;

INVITA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA REGIONALE
ad intraprendere azioni e proposte affinché nei casi citati in premessa sia consentito agli agenti di portare senza licenza, le armi, di cui possono essere dotati in relazione al tipo di servizio nei termini e nelle modalità previsti dai rispettivi regolamenti, anche fuori dal servizio, nell’ambito territoriale regionale.
Bologna, 15 luglio 2013
I consiglieri
Mauro Manfredini, Stefano Cavalli, Manes Bernardini, Roberto Corradi.

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