“Afghanistan, il volto perduto”. La mostra all’Archiginnasio


Apre  all’Archiginnasio l’esposizione“Afghanistan, il volto perduto”, promossa dalla ong emiliano-romagnola GVC. La mostra fotografica presenta un’immagine inedita di questo paese, agli antipodi rispetto a quello attuale, è a ingresso gratuito e sarà aperta da oggi fino al 15 di aprile.

La collezione Schinasi è composta da foto scattate dall’inizio del secolo scorso fino al 1978.  L’ esposizione copre solo una parte del vastissimo fondo, di quasi 4000 foto, e le immagini sono state selezionate dai curatori Valerio Pellizzari e May Schinasi con un’idea in mente: mostrare come l’Afghanistan dell’epoca fosse un paese di grande cultura e all’avanguardia nelle arti; un paese in cui tradizioni e modernità si fondevano armonicamente, e la cui capitale Kabul era detta “la Parigi dell’Asia”.

Le foto di edifici e giardini tradiscono un gusto affine a quello occidentale, mentre gli stabilimenti industriali, costruiti trasportando a dorso d’elefante le macchine a vapore attraverso le montagne, erano impianti capaci di dare impiego a 6000 operai. La sezione sulle donne, poi, è quella che più stride in contrasto con l’attualità; in un periodo ben lontano dall’integralismo talebano, l’abbigliamento delle signore afgane seguiva la moda europea, e le stesse circolavano liberamente a volto scoperto.

Alla mostra era presente anche Soraya Malek, nipote di re Amanullah, che regnò sull’Afghanistan tra il 1919 e il 1929.

Soraya Malek di Afghanistan

Una selezione di foto è stata pubblicata lo scorso anno in un’edizione speciale de L’Europeo dal titolo “Afghanistan, l’altro sguardo”, e presentata al festivaletteratura 2010 di Mantova. L’organizzatrice GVC è attualmente impegnata in Afghanistan in due progetti umanitari con l’intento di sostenere in ambito sociale e agricolo donne, bambini e vedove, i settori più vulnerabili della popolazione afgana.

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