Aeroporto. Salta appalto infopoint, neomamme senza lavoro

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Foto CC da Flickr di Katy Warner

Bologna, 24 mag. – Le 16 lavoratrici, di cui sei neo-mamme, che all’aeroporto Marconi di Bologna operano all’infopoint rispondendo alle domande dei viaggiatori (anche per telefono), rischiano di perdere il posto di lavoro. E non sono che l’avvisaglia di “una cinquantina di famiglie” che potrebbe presto ritrovarsi con la stessa prospettiva a causa di un piano di riduzione dei costi a cui Sab sta lavorando e che prevede la re-internalizzazione di una serie di appalti. Uno è appunto quello che vede coinvolte le 16 operatrici della Network contacts 16 lavoratrici (sei di loro hanno figli appena nati o comunque con un anno di vita al massimo): qualche giorno fa anno ricevuto la lettera che le informa che dal 30 settembre “rimarranno a casa perché l’appalto in scadenza non verrà rinnovato”, spiega Gianluca Barletta della Slc-Cgil.
Il servizio infopoint sarà re-internalizzato, come altri di cui si è discusso in un incontro sindacale a cui, per protesta,
“ma con una incursione assolutamente pacifica”, si sono presentate anche le lavoratrici di Network conctacs. “Del resto, Sab credo che neanche sapesse che noi eravamo giò stati informati dell’annuncio dato a queste lavoratrici; ad ogni modo – prosegue il sindacalista Slc – qualcosa si sta muovendo: abbiamo saputo oggi che c’è la disponibilità ad aprire un tavolo di trattativa entro i primi 15 giorni di giugno”. Il sindacato contesta il taglio dell’appalto “soprattutto perché l’aeroporto non è in crisi, vuole quotarsi in Borsa… Eppure lascia a casa 16 persone, e non solo loro dato che sono previste operazioni analoghe nel piano che Sab sta discutendo per settori che riguardano lavoratori con il contratto del commercio o dei trasporti per un totale di una cinquantina di famiglie“. I vari appalti che sarebbero non rinnovati scadono da qui a fine anno e i sindacati ora cercheranno di coinvolgere i soci pubblici dello scalo per capire quel che sta succedendo. Peraltro le sigle confederali, assieme alle loro categorie dei trasporti, nei giorni scorsi avevano chiesto alle Istituzioni un incontro per capire i dettagli del progetto di quotazione, ma la riunione è stata rinviata.
“Qui bisogna capire cosa succede e che azioni si metteranno in campo per tutelare i posti di lavoro. Peraltro, Sab – ricorda Barletta – aveva firmato un protocollo per confermare i posti di lavoro in caso di cambio di appalto; Sab però lo impone agli altri, ma non lo fa valere nei suoi stessi confronti. Per noi però la responsabilità sociale d’impresa non la si esercita solo delegandola ad altri”. Al tavolo con Sab, il sindacato è anche disponibile a discutere di una ricollocazione delle lavoratrici in altre attività; “bisogna trovare una maniera concertata e condivisa per salvare il loro posto di lavoro”, conclude Barletta. (DIRE)

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