Aeroporto Marconi. Per ridurre il rumore ipotesi voli su Calderara

Bologna, 27 nov. – Meno voli su Bologna, più voli sul Comune limitrofo di Calderara. E’ la strada imboccata per ridurre l’impatto acustico dell’aeroporto Marconi sui residenti. Ieri, in occasione della presentazione dell’indagine sanitaria condotta dall’Ausl, il presidente del quartiere Navile, Daniele Ara, lo ha detto chiaramente: bisogna agire sull’Enac e sulla normativa nazionale “per favorire maggiori sorvoli su Calderara“. E sullo stesso tema si è soffermata anche Valentina Orioli, assessore comunale all’Urbanistica e all’Ambiente, sottolineando che dell’argomento si è già discusso nell’ultima riunione della Commissione aeroportuale.

Il rapporto dell’Ausl sul Marconi (versione Pdf)

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Intanto, Orioli di dichiara “soddisfatta” dallo studio dell’Ausl, che si basa su una mole di dati e di lavoro “importante” e non va considerata un’indagine “minore”. Al contrario, è “uno strumento operativo che in base al principio di precauzione ci serve subito per provare ad iniziare a fare delle cose in più rispetto a quelle fatte fino ad oggi”, dichiara Orioli. In più è uno strumento che può essere man mano aggiornato: un primo step, suggerisce Orioli, può  essere quello di verificare se lo scenario è cambiato dopo l’ordinanza che ha ridotto i voli notturni (lo studio, infatti, si basa su dati relativi al periodo 2013-2016). Stabilendo un periodo “ragionevole” di aggiornamento, che può essere di sei mesi o qualcosa in più, ripetere un’operazione di questo tipo consentirà di “vedere se in relazione ai provvedimenti che vengono assunti- continua Orioli- la popolazione che monitoriamo costantemente ha dei cambiamenti, sia in positivo che in negativo”. Detto ciò, lo studio dell’Ausl “è uno strumento molto utile ma è chiaro che non è l’unico. Continuiamo ad essere attivi su tutti i fronti”, assicura l’assessore.

Nell’ultima Commissione sul rumore convocata da Enac, ad esempio, “abbiamo discusso della possibilità di introdurre dei limiti al sorvolo della città in fascia serale– riferisce Orioli- e della possibilità di aumentare percentualmente i decolli sul lato Calderara, che è uno dei temi importanti di questa discussione e in questo senso l’aeroporto si è impegnato ad approfondire attraverso uno studio da affidare all’Università“. Contestualmente, “abbiamo discusso più volte sui provvedimenti da assumere a livello regionale e nazionale, dalla tessa Iresa fino ad un lavoro sulle norme- aggiunge Orioli- perché è bene ricordare che comunque stiamo parlando di un aeroporto che rispetta le normative”.
Nell’attesa, “quello che possiamo fare con questo studio importante e prezioso è di istituire immediatamente un gruppo di lavoro tecnico-politico con Ausl, Arpa, Comune e tecnici dell’aeroporto- afferma Orioli- per capire, rispetto a quello che emerge dallo studio, quali possono essere gli interventi più opportuni di mitigazione”, partendo dalla letteratura scientifica che già propone delle “buone pratiche su cui possiamo discutere”. Il Comune ha “già registrato una disponibilità dell’aeroporto in questo senso”, sottolinea Orioli, specificando che “si tratterebbe chiaramente di interventi volontari che vanno concordati e pianificati nel tempo”. Per Orioli, il tavolo si dovrà insediare “dopo Natale”. In più, “c’è il nostro impegno anche accompagnare ed appoggiare alcune iniziative del Comitato- afferma Orioli- come quella di svolgere un convegno su diverse esperienze aeroportuali. Vogliamo farlo insieme e anche lo studio Ausl, che stasera (ieri, ndr) magari è stato presentato in modo più semplice, potrebbe essere uno degli oggetti di discussione”.

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