Adattamenti. Stop plastica, arrivano le cannucce di pasta. E la fine dei cammelli australiani

14 gen. – Quante volte vi sarà capitato di uscire la sera, entrare in un locale, ordinare un drink e gustarvelo con una cannuccia di plastica? Quasi sempre. Non siete i soli: in Italia si usano circa 2miliardi di cannucce l’anno (stime Eunomia). Peccato che la plastica monouso sia uno dei materiali più inquinanti e le cannucce (ma anche i cotton fioc, ad esempio) non possano essere riciclate, in quanto non recuperabili negli impianti di smaltimento, diventano uno dei primi nemici dell’ecosistema. Proprio per questo l’Unione Europea ha deciso di proibirne la vendita a partire dal 2021 e numerose realtà sono impegnate nella sensibilizzazione alle possibili alternative: “Esistono cannucce in acciaio, vetro, fibre di bambù, in carta o in fibre compostabili”, dice Maria Giovanna Giuliano della onlus Marevivo. Tra le cannucce in fibre compostabili ci sono quelle in pasta, sulle quali hanno puntato tutto cinque studentesse dell’Università di Bologna con il progetto “Butta la plastica“, che propone ai locali la sostituzione delle cannucce di plastica con quelle di pasta grazie a un piano marketing. A fornire la materia prima è l’omonima azienda “Cannuccia di pasta”, fondata da Francesco Fattore, che attraverso particolari tecnologie ottiene un prodotto biodegradabile, commestibile, insapore, con una tenuta di 2 ore in immersione.

Nella seconda parte della puntata siamo tornati in Australia con Luisa Signorile, divulgatrice esperta di zoologia, che nel suo blog “L’orologiaio miope” ha ripercorso la vicenda dei dromedari e cammelli australiani che il Governo vorrebbe abbattere. Importati nell’800, questi animali – indiani, afgani, nordafricani – servivano inizialmente per l’industria pastorale, poi con i primi mezzi a motore sono stati liberati. “Per via dei cambiamenti climatici – spiega Signorile – stanno vivendo un periodo di siccità estrema e, disperati, si avvicinano per bere alle abitazioni umane. Così una comunità aborigena del centro Australia ha iniziato a lamentarsi perché i cammelli fanno diversi danni, come da noi potrebbero fare i cinghiali. E quando a dicembre sono iniziate le polemiche sugli incendi il Governo ha deciso che poteva avviare un’operazione di abbattimento, in un momento in cui era preda di estreme critiche. Ma serve questo abbattimento? Difficile vederne l’utilità. Il grosso dell’acqua è preso da ovini e bovini da pascolo, di fronte ai quali 10.000 cammelli non sono nulla. Inoltre, è probabilmente un’operazione finanziata da una compagnia di estrazione di carbone e petrolio, di cui non sappiamo i costi”.

      Adattamenti - 14 gennaio 2020

Roberta Cristofori

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