Adattamenti. Rapporto Conai: la sostenibilità funziona (e non vuole la plastic tax)

 

8 nov. – Nella rincorsa verso il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Comunità europea, c’è chi non si limita a crescere ma addirittura supera già quegli obiettivi. “Come sistema Conai, coadiuvati dai consorzi di filiera, abbiamo già raggiunto quelli fissati per il 2025”, dice Fabio Tognocchi dell’Area prevenzione di Conai. Il consorzio dei produttori e utilizzatori di imballaggi ha presentato a Ecomondo il Report sulla sostenibilità in Italia: per il riciclo degli imballaggi Conai si attesta intorno al 70%, risultato in teoria previsto per il 2030. Istituito con il decreto Ronchi nel 1997, Conai è un “consorzio sussidiario al mercato, che agisce dove ci sono le diseconomie”. Il funzionamento lo spiega Tognocchi: “Le località effettuano la raccolta differenziata, poi il consorzio di filiera recupera il materiale contribuendo economicamente alla raccolta delle municipalizzate e dei singoli Comuni e conseguentemente predispone tutte le attività per il riciclo e il recupero”. Recupero che “ha raggiunto l’80%, significa che vengono valorizzati 4 imballaggi su 5”, bruciandoli negli inceneritori con finalità di recupero dell’energia. È evidente, conclude quindi Tognocchi, che i “benefici economici e ambientali vanno di pari passo”.

Presente a Ecomondo anche Corepla, consorzio di filiera di Conai, impegnato nella raccolta, riciclo e recupero degli imballaggi in plastica. “La plastica non esiste”, scherza Antonio Protopapa, direttore ricerca e sviluppo. Il paradosso è presto spiegato: “Esistono le plastiche perché ogni polimero ha caratteristiche diverse, quindi quando si parla di imballaggi non si parla solo di plastica perché i materiali possono essere diversi. Si deve parlare di riciclo degli imballaggi”. Tra le diverse tipologie di plastiche, Protopapa cita le “bioplastiche”, sulle quali si fa ancora confusione: “Le materie prime con cui sono fatte possono essere di origine rinnovabile” e ciò le rende alla stregua delle plastiche fossili, oppure possono “effettivamente essere biodegradabili, quindi avviate al recupero con il compostaggio. Si fa confusione perché si pensa possano essere una valida alternativa alle fossili ma si possono piuttosto affiancare”. E infine, a proposito di plastiche e plastic tax, Protopapa si schiera contro: “Noi non vediamo nessun beneficio per il settore e l’impatto ambientale, è una tassa che non favorisce e non migliora il riciclo degli imballaggi, la maggior attenzione del cittadino, non favorisce le imprese negli investimenti ma anzi le frena”.

 

 

      Adattamenti - 8 novembre 2019

Roberta Cristofori

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