Adattamenti. Pesticidi, educazione ecoinclusiva e nuovi modi di fare salute


23 ott. – Mentre sulle tavole iniziano a comparire le mele, ci siamo chiesti dove vengano coltivate e in quali modalità. Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, ma il primato lo detiene il Trentino Alto Adige: una vera e propria monocoltura ad agricoltura industriale intensiva che rende questa regione anche una di quelle con il più elevato impiego di pesticidi (Ispra). “In Italia sono 130mila le tonnellate di pesticidi che ogni anno vengono sversate nei suoli agricoli”, spiega Patrizia Gentilini, medico oncologo ed ematologo, membro dell’associazione medici per l’ambiente. “Li assorbiamo attraverso aria, acqua, alimenti. Provocano malattie neurologiche e metaboliche, disordini dell’apparato ormonale, infertilità o aumento dell’abortività. Oltre che l’aumento di tutti i rischi di tumori”, dice Gentilini con preoccupazione.

A Pistoia secondo Arpat, l’Agenzia regionale di Protezione ambientale, la “contaminazione da fitofarmaci” è critica. Samuela Breschi, comitato Obiettivo Periferia di Pistoia spiega che a “Casalguidi la concentrazione di sarcomi ha un’incidenza allarmante”, perciò i cittadini hanno chiesto all’amministrazione di monitorare l’intera zona. “Qui non ci facciamo mancare niente, dalle discariche attive e dismesse, passando per i vivai, e l’inceneritore: i fitofarmaci hanno inquinato le acque e lo hanno rilevato sia Ispra che Arpat”. A seguire, una nuova puntata di Pensatech, il programma a cura di Damiana Aguiari.

Nella seconda parte del programma, l’intervista a Enrico Montaperto, dirigente dell’I.C. Savignano sul Panaro, dove si è svolto oggi il convegno “Sviluppo sostenibile: ambiente e innovazione sociale”. Il compito dei ragazzi e della scuola, ragiona Montaperto, è quello “di promuoere una cultura della sostenibilità ambientale atta a definire un’educazione di qualità ecoinclusiva” a partire dalla didattica.
Infine, il libro del giorno raccontato da una delle co-autrici, Chiara Bodini: Un nuovo mo(n)do per fare salute (Celid) in cui la Rete sostenibilità e salute “cerca di puntare l’accento su tutto quello che si può fare per mantenere e costruire la salute che trascende il campo della medicina”. Perché “la salute si costruisce attraverso l’ambiente in cui viviamo, le case che abitiamo, il lavoro che facciamo, le relazioni sociali che intratteniamo”.

      Adattamenti - 23 ottobre 2019

Roberta Cristofori

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