Adattamenti. Mobilità elettrica: la nuova era promessa da Fca-Psa, il caos intorno ai monopattini

31 ott. – In rassegna stampa, la fusione Fca-Peugeot: nasce il quarto gruppo mondiale dell’auto e punta a inaugurare “una nuova era della mobilità sostenibile”. Ne abbiamo parlato con Michele De Palma, della segreteria nazionale Fiom-Cgil: “Psa ha già una capacità produttiva e di ricerca su sperimentazione, rilancio e sviluppo delle batterie elettriche. Il vantaggio per Fca è che nella fusione riduce il delta che ha rispetto ai propri competitori”.

Dall’auto ai monopattini elettrici, ci siamo spostati a Torino, dove le prime multe per l’utilizzo irregolare (fino a 6400 euro di verbale) hanno fatto arrabbiare la comunità di utilizzatori del mezzo. “Siamo tra le città più inquinate di tutta Italia – infuria Bianca Cibelli del Club Monopattini – e se riusciamo a usare un mezzo per non inquinare, perché non dovremmo farlo?”. Torino ha infatti avviato ieri la sperimentazione prevista dal decreto sulla micromobilità elettrica, firmato dall’ex ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, che regolamenta la circolazione dei monopattini e li equipara a ciclomotori. “Si può andare sulle ciclabili, nelle zone 30, ma in strada no. Noi vorremmo essere equiparati a delle bici e non a ciclomotori per poter andare in strada”, dice. Mentre il Club torinese porta avanti il dialogo con l’amministrazione, nel resto dell’Italia vige un relativo caos: “Capisco la richiesta dei cittadini torinesi – ragiona Paolo Gandolfi, esperto di mobilità sostenibile, ex assessore alla Mobilità di Reggio Emilia – perché se siamo in una città con poche infrastrutture dedicate alle bici e non si è diffuso ancora l’uso delle zone 30, alla fine ci si ritrova a non poter circolare con i monopattini. È anche vero che la grande preoccupazione è legata a un tema di sicurezza. Se fosse riconosciuto dalla legge a pieno titolo come veicolo avrebbe diritto ad andare in strada ma non siamo ancora arrivati a questo e la sperimentazione serve proprio a creare una zona di riferimento”.

È giusto quindi che giri in strada, come chiedono i torinesi, o il microveicolo va parificato a un pedone? Per ora a valere è appunto l’equiparazione ai ciclomotori, seppure non esista una norma che permette di dotarlo di targa, libretto e assicurazione. A Cesena proprio in queste settimane sarà possibile iniziare a spostarsi a bordo di un monopattino grazie all’approvazione di un progetto della Giunta. “Noi abbiamo aderito al decreto del Ministero che consente la sperimentazione – spiega l’assessora alla Mobilità Francesca Lucchi – e abbiamo deliberato la cartellonistica, individuato un’area in cui autorizzare il passaggio e la libera circolazione che comprenda le aree 30, le ciclabili, ciclopedonali e pedonali”. In tutto saranno allestiti 60 cartelli per un costo complessivo di 50mila euro. Prima ancora si era mossa Rimini, già nei primi d’agosto, con lo sharing e la circolazione privata. “Abbiamo sfruttato percorsi ciclabili che vanno dal lungomare sud fino al centro storico e le zone 30”, spiega Roberta Frisoni, assessora Mobilità del Comune. “Non nego che ci sono soggetti che adempiono e soggetti che non si comportano secondo le regole: una delle cose più frequenti è l’utilizzo in due dello stesso dispositivo, mentre l’utilizzo in aree non adeguate è più controllato con modalità in sharing. Ma a rimanere fondamentale è il tema della velocità”, conclude l’assessora.

Nella seconda parte della trasmissione: una nuova puntata di EcoEtico, a cura di Damiana Aguiari e Valentina Bazzarin, la rassegna “C’era una volta l’America” a cura degli ex alunni della summer school Cispea, e il libro del giorno: Democrazie a rischio (Pearson) di Fabrizio Tonello. Qual è il rapporto tra crisi delle democrazie e crisi ambientale? “Il cambiamento climatico è una realtà evidente, il problema è che per affrontarlo occorre capacità di governo. Questa capacità negli ultimi 40 anni si è fortemente ridotta, ritardando provvedimenti e accordi che si sarebbero potuti prendere per limitare i danni”.

      Adattamenti - 31 ottobre 2019

Roberta Cristofori

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