Adattamenti. Lo stoccaggio gas di Minerbio e l’assemblea boomerang

Oltre un centinaio di persone ha risposto all’invito del sindaco Lorenzo Minganti e lunedì scorso ha trovato posto nel palazzo Minerva, il teatro nell’ex casa del fascio di Minerbio, per la serata organizzata in collaborazione con la Regione che doveva servire a tranquillizzare gli animi dei cittadini in merito al progetto di esercizio in sovrappressione del sito di stoccaggio gas di Stogit e Snam. “E’ una serata in cui a parlare sarà la scienza” aveva assicurato il primo cittadino mentre le persone prendevano posto sulle poltrone grigio azzurrognole. Sul palco insieme a Minganti sono saliti l’assessora regionale alla Protezione Civile e all’ambiente Paola Gazzolo, i geologi di Viale Aldo Moro Paolo Severi e Luca Martelli, e il sismologo dell’Ingv Paolo Augliera.

In platea, oltre ad alcuni membri della giunta Minganti, i rappresentanti di alcune imprese del territorio, quelli dell’associazione Pro Ambiente Terre di Pianura (associazione che si batte contro la sovrappressione) oltre a comuni cittadini di Minerbio e dei comuni limitrofi.

Fin dagli inizi si è capito che non sarebbe stata una serata serena. Fin dall’introduzione del sindaco Minganti, non sono mancate le interruzioni e le contestazioni, anche piuttosto animate, da parte di diversi cittadini. I toni si sono spesso alzati e senza dubbio l’assemblea non ha sortito l’effetto sperato dagli organizzatori. Dopo l’intervento fiume del sindaco, anche i tecnici di Regione e Ingv, impegnati a cercare di spiegare ad una platea di non addetti ai lavori questioni complesse e difficili, hanno subito contestazioni. Sul piatto c’erano molti, ma non tutti,  temi sollevati nei mesi scorsi dall’associazione Pro Ambiente Terre di Pianura: la previsione di utilizzo di un sistema a semaforo per monitorare l’esercizio in sovrappressione, la questione della presenza delle faglie che si trovano sotto Minerbio nel catalogo Ithaca di Ispra tra le faglie attive e la spinosa questione del monitoraggio della microsismicità. Tutti aspetti molto tecnici che con grande sforzo i geologi e il sismologo hanno illustrato alla platea: un modo, per la politica, per sostenere la linea che da tempo il sindaco Minganti sta portando avanti: non ci sono evidenze scientifiche per esprimere parere negativo sul progetto di Snam e Stogit. Il problema, per il Comune e per la Regione, è che l’assemblea non sembra affatto aver convinto le persone presenti. Fiorella Belpoggi, biologa direttrice dell’Istituto Ramazzini, prendendo il microfono poco prima delle conclusioni dell’assessore Gazzolo ha detto: “Assessore, si prodighi perché ci mantengano la pressione a 100, noi 107 non lo vogliamo“. Che poi è la linea di un altro scienziato, Nicola Armaroli, animatore e portavoce dell’associazione Pro Ambiente Terre di pianura. Sta tutto in queste parole il fallimento di una serata organizzata per tranquillizzare i cittadini e che ha finito solo per rendere palese il cul-de-sac in cui gli amministratori si sono infilati.

Di seguito il podcast di Adattamenti con gli audio della serata e l’intervista a Nicola Armaroli, presidente dell’associazione Pro Ambiente Terra di Pianura e direttore di ricerca del Cnr di Bologna.

      Adattamenti_Minerbio_Assemblea

 

Commento: Tutti i rischi di una Politica debole che chiede aiuto alla Scienza

La decisione se dare o no il via libera definitivo all’aumento di pressione richiesto da Stogit e Snam ora spetta solo ed esclusivamente al Ministero dello sviluppo economico. La Regione e il Comune non possono più nulla. Nemmeno se volessero potrebbero opporsi. E quello che hanno cercato di dimostrare in questi mesi è che loro non avevano, dati tecnici alla mano, nessuna possibilità di opporsi. E per questo hanno cercato di tranquillizzare la cittadinanza. Finendo, per forza di cose, additati come favorevoli alla sovrappressione. “Se la sovrappressione non ci fosse sarei più contento” ha detto più volte il sindaco Minganti che però ha anche sempre aggiunto: “Non ci si può opporre per scelta ideologica, ci vogliono i dati”. E forse Minganti ha ragione. La procedura di Valutazione di impatto ambientale si basa infatti su questioni tecniche e non su scelte politiche. Le scelte politiche sono fatte a monte, a livello nazionale. E da quando c’è in ballo la richiesta di Stogit di aumentare la pressione, era il 2007, tutti i governi nazionali che si sono succeduti, qualsiasi fosse il colore, hanno sempre spinto perché le riserve di gas aumentassero, quindi di fatto tifando per la sovrappressione. Lasciando agli enti locali il compito di gestire il dissenso o di organizzare il consenso, come è successo in tanti luoghi e per i più disparati progetti.

Quando esistevano partiti di massa, organizzati e presenti nei territori, lo schema poteva funzionare. Ora che la politica è liquida, che il consenso si aggrega sul web e le sedi territoriali sono sempre più vuote, non funziona più. E la politica debole, che manca di autorevolezza, non ispira fiducia e rispetto. E Lei lo sa, tanto che sempre più spesso chiama in soccorso la Scienza, che nel caso di Minerbio era rappresentata dai geologi della Regione e dal sismologo Ingv, esibiti come capri espiatori di una liturgia ormai superata. Perché la politica non deve chiedere aiuto alla Scienza. Deve usare il suo occhio per leggere il mondo e i suoi fenomeni ma deve avere linguaggi e forme diverse.

Tornando a Minerbio: a nessun geologo la politica dovrebbe chiedere di rassicurare la popolazione sul rischio del terremoto. Perché nessun geologo se la sentirai mai di affermare lapidariamente: “Non ci saranno mai terremoti a Minerbio”. E non perché i geologi siano tutti dei Don Abbondio. I terremoti hanno a che fare con il modo stesso in cui il pianeta Terra vive e cresce, da milioni di anni prima che la specie umana facesse la sua comparsa. Non è un caso che interrogato direttamente il geologo Martelli abbia risposto usando il condizionale (Minganti a Martelli: “C’è una faglia capace a Minerbio?” Risposta secca: “No”. Nuova domanda di Minganti: “C’è una faglia sismogenetica sotto Minerbio?” Martelli: “Direi di no. Stando ai dati di cui disponiamo ora lo escluderei”). Perché la scienza, cara politica, sa benissimo che non può spiegare tutto. E soprattutto non può e non deve colmare le tue mancanze.

Minerbio e il progetto di esercizio in sovrappressione rappresentano un cul-de-sac che rischia di costare molto al centrosinistra che da decenni governa Comune e Regione. Qualunque sia la scelta finale del Mise, a pagarne le spese saranno le amministrazioni locali e i partiti che le sostengono. Se arriverà il via libera la colpa di Comune e Regione sarà di non essersi opposti (posto che forse non ne avrebbero avuto nemmeno gli strumenti); se al contrario si fermerà tutto, il merito sarà solo di Di Maio, che potrà esibirlo come la carota ambientalista dopo il bastone dell’approvazione del Tap.

Tag

Get the Flash Plugin to listen to music.