Adattamenti. L’emergenza climatica e il governo che non decide

Le forze di maggioranza in assemblea legislativa regionale Emilia Romagna hanno presentato un ordine del giorno per dichiarare lo stato di emergenza climatica. La decisione viene dopo alcune iniziative a livello comunale e regionale per far fronte alla situazione drammatica rappresentata dai livelli di emissioni di anidride carbonica e dalle temperature record registrate nell’ultimo mese. Nel testo dell’odg “oggetto 8529” presentato da Partito Democratico, Sinistra Italiana e Misto – E’ viva, si legge infatti che “la concentrazione di CO2 in atmosfera, causa primaria dei cambiamenti climatici, ha raggiunto 415 parti per milione, il più elevato livello mai registrato“. Per questo, le forze di maggioranza chiedono alla giunta di dichiarare lo stato di emergenza climatica, sulla scorta di iniziative simili assunte da altre assemblee degli enti locali. C’è bisogno però di fare in fretta: “La regione Emilia Romagna è pronta ad attuare degli interventi immediati, oltre ad aver già impiegato 2 milioni per la conversione verde nella regione”, afferma Lia Montalti, consigliera regionale tra le promotrici dell’ordine del giorno.

Anche i Verdi, che pur non siedono in consiglio regionale, hanno contribuito alla stesura dell’ordine del giorno e Silvia Zamboni, a nome della federazione dei Verdi dell’Emilia Romagna ha commentato così: “Si è riaperto un dialogo da troppo tempo interrotto”.

Nel giugno scorso l’opposizione aveva provato a portare questa discussione al Senato. Inutilmente, però, perché la mozione, primo firmatario il senatore Andrea Ferrazzi, capogruppo Pd in commissione ambiente al Senato, è stata bocciata dalla maggioranza grillo-leghista che sostiene il governo. Il senatore Ferrazzi, a rinvenuto a seguito della bocciatura un “assordante silenzio” sul tema da parte della maggioranza. “È un dato allarmante – afferma – che il Governo non riesca a prendere posizione“.

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