Adattamenti. Le api sentinelle ambientali, il paesaggio da tutelare, le cozze neozelandesi e “I luoghi di Ulisse”

19 feb. – Le api sono “sentinelle ambientali” in grado di segnalare se l’ambiente in cui vivono è inquinato e di cosa. Il progetto “Api e orti urbani” condotto dal Dipartimento di scienze e tecnologie alimentari dell’Università di Bologna e finanziato dal Consorzio nazionale apicoltori, ha installato dal 2017 due arnie in ciascuna delle città italiane coinvolte (Bologna, Milano, Torino, Bari). I ricercatori periodicamente hanno monitorato gli alveari andando ad analizzare sia le api morte (raccolte all’esterno del nido da uno speciale cestino) sia il miele giovane, un precursore di quello alimentare, alla ricerca della presenza di pesticidi e di metalli pesanti. In tre anni di ricerca, i ricercatori guidati da Claudio Porrini hanno evidenziato come la situazione sia in costante peggioramento: dei 400 pesticidi ricercati, la molecola del glifosato è risultata via via più presente. A peggiorare, nel 2019, è stata anche la presenza di metalli pesanti.

Il 20 e 21 febbraio si terrà a Treviso la diciassettesima edizione delle Giornate di studio sul paesaggio organizzate a partire dal 2014 dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche. Il titolo dell’edizione di quest’anno è “Suolo come paesaggio” ha spiegato il professor Luigi Latini, presidente del comitato scientifico della fondazione.
Centinaia di migliaia di cozze sono morte in Nuova Zelanda a causa di una grande ondata di calore. Ne abbiamo parlato con la naturalista Valeria Barbi.
Maurizio Harari, archeologo ed etruscologo, direttore del dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Pavia, è autore di una delle guide della collana del Mulino dedicata a Ritrovare l’Italia. Andare per i luoghi di Ulisse è il titolo del suo volume in cui si scopre, tra le altre cose, che gli etruschi erano molto attratti dalla cultura greca e dal mito di Ulisse.

      Adattamenti - 19 febbraio 2020

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