Adattamenti. La Fiom per la svolta ecologica, le foto della crisi climatica e Chernobyl

22 ott. – “Ci vogliono meno macchine in strada“. A dirlo non è un militante ambientalista ma Michele De Palma, membro della segreteria nazionale della Fiom. Il sindacato dei metalmeccanici della Cgil ha iniziato da tempo un percorso di riflessione sulla sostenibilità della produzione industriale. Non più quindi, il lavoro purché sia, ma il lavoro se è pulito. Un cambio di passo rispetto alla tradizione “sviluppista” del passato che incontra il plauso di Vincenzo Balzani, chimico di fama internazionale, professore emerito della Università di Bologna e promotore di Energia per l’Italia, un think tank di docenti universitari, ricercatori ed esperti che spingono per la decarbonizzazione dell’economia. Vincenzo Balzani e Michele De Palma prenderanno parte, martedì 23 ottobre, ad un convegno organizzato a Bologna dalla Fiom dal titolo evocativo: Strategie sindacali per un cambiamento socialmente, democraticamente e ambientalmente sostenibile. Al convegno interverranno anche esponenti del sindacato tedesco dei metalmeccanici, la IG Metall.

Nella seconda parte della trasmissione abbiamo sentito il parere di Emanuele Bompan, giornalista ambientale, sulla efficacia della comunicazione sulla crisi climatica, a partire dalla presa di posizione del Guardian che ha scelto di modificare il proprio modo di utilizzare le immagini per raccontare il climate change all’insegna del “meno orsi e più persone”.

Nell’ultima parte abbiamo ragionato con Stefania Divertito, autrice di Chernobyl Italia. Segreti, errori ed eroi: una storia non ancora finita, del più grande disastro nucleare della storia dell’uomo, partendo dalla vita delle persone. Una storia che ci racconta come a 33 anni dall’esplosione del reattore, la notte del 26 aprile 1986, le conseguenze di quella catena di errori continua e continuerà a segnare la vita di milioni di persone che vivono tra Ucraina e Bielorussia e dell’umanità tutta. Una storia, quella che racconta Stefania Divertito, che ci ricorda di quando l’Italia era un paese migliore, meno spaventato di adesso e capace di accogliere i “bambini di Chernobyl” a centinaia di migliaia.

Nel podcast anche A nessuno piace caldo, la rubrica di Valeria Balbi dedicata alle specie animali e vegetali vittime incolpevoli del modo che noi umani abbiamo di vivere sulla Terra, e Pensatech, la rubrica di Damiana Aguiari dedicata al digitale.

      Adattamenti - 22 ottobre 2019

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