Adattamenti. La cannabis light non è “droga”, Vaia non è solo tempesta

Il team di Vaia Wood

17 dic. – Con una dichiarazione di inammissibilità, la presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati ha escluso dalla manovra per il 2020 una norma che avrebbe legalizzato la cannabis light in Italia. A presentarla era stato il senatore pentastellato Matteo Mantero, che punta il dito contro le “pressioni arrivate dalla parte politica” alla quale appartiene Casellati (la senatrice è di Forza Italia) che consapevolmente equiparano la cannabis light alle “droghe”. Ma l’emendamento riguardava invece “gli agricoltori, il mercato della canapa industriale che dà da mangiare a 12mila famiglie” ed è stato messo a dura prova da una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha riconosciuto i vuoti della legge del 2016 per il sostegno e la promozione della coltivazione della canapa sativa. Era necessario intervenire per modificarla al fine di rendere legale la coltivazione della canapa che “si utilizza, ad esempio, per la bioplastica o per scopi alimentari, e dal cui fiore viene estratto per il cbd (cannabidiolo), utilizzato nella cosmesi e anche venduto nei canapa shop”. La richiesta del senatore rimane quella di calendarizzare il prima possibile la discussione del disegno di legge presentato da lui stesso a maggio.

Quello che accade in assenza di una legge chiara è spiegato da Beppe Croce, presidente di Federcanapa: “Ognuno interpreta a modo suo, con Procure che fanno sequestri e Tribunali che li annullano. E nessuno si sente di investire in un settore che non ha regole sicure. Con questo emendamento presentato da Matteo Mantero e Francesco Mollame si poneva un discrimine chiaro tra ciò che è canapa industriale e ciò che non lo è: sotto lo 0,5% di thc si tratta di canapa industriale, e allora si possono usare tutte le parti di questa pianta agricola, comprese le infiorescenze, per fare estrazione di cannabinoidi non psicotropi”, spiega. Mentre Riccardo De Facci, presidente del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza, precisa che il leader leghista Matteo Salvini mente quando dice di ringraziare Casellati “a nome di tutte le comunità di accoglienza”. De Facci chiarisce che “il problema non è sicuramente la cannabis light, anche perché potrebbe essere invece una risposta calmierante allo spaccio. Facendo distrazione di massa, Salvini mente e non lo fa sicuramente a nostro nome”, conclude.

Se la canapa può diventare tessuto, biomattone, combustibile, carta, il legno può diventare musica. Ma non un legno qualsiasi, quello degli alberi caduti tra il 26 e il 30 di ottobre del 2018 quando la tempesta Vaia si è abbattuta sulle montagne del Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli. È “l’intuizione dei ragazzi di Vaia Wood, che hanno voluto dimostrare che Vaia può essere anche “una visione di futuro, non solo tempesta”, come racconta il fondatore Federico Stefani. “Abbiamo deciso di riprendere quei 42 milioni di alberi caduti in oltre 500 Comuni, un’intera area delle Dolomiti devastata, per costruire un oggetto ripartendo dal legno: un amplificatore passivo per telefoni, per ognuno dei quali piantiamo un albero”. Per ottenere il piccolo cubo, il team di Vaia srl lavora “con giovani designer, artigiani e boscaioli locali”, mentre per il progetto di messa a dimora degli alberi, che avverrà da aprile in poi a partire da Pergine Valsugana fino a tutte le zone colpite, si appoggia a diversi enti locali tra cui la Forestale ed Etifor, uno spin-off dell’Università di Padova.

Nella puntata di oggi, le rubriche Pensatech e ‘A nessuno piace caldo’ di Valeria Barbi, dedicata al koala.

      Adattamenti - 17 dicembre 2019

Roberta Cristofori

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