Adattamenti. La caccia – Prima puntata

Con questa puntata iniziamo un viaggio all’interno di un tema molto controverso: la caccia. L’opinione pubblica su questo tema come su pochi altri è davvero polarizzata: a favore o contro. Noi vogliamo cercare di fornire una panoramica di una questione complessa, strettamente connessa a come viviamo nel presente e a come “usiamo” il territorio. Nelle prossime puntate vi faremo ascoltare i pareri di agricoltori, cacciatori, ambientalisti e ristoratori.

Siamo partiti però dalla pianificazione. Da quando le province sono state “abolite”, le competenze sulla caccia sono in mano alla Regione. Maria Luisa Zanni si occupa di pianificazione venatoria per la Regione Emilia Romagna: è lei che insieme ai colleghi del servizio e a quelli di altre unità dell’ente sta lavorando al piano faunistico venatorio che disegnerà le linee di intervento dei prossimi 5 anni.

Con lei abbiamo ragionato di quali sono gli attori in campo, i “portatori di interesse” in questo ambito, di come sia cambiata la caccia negli ultimi anni e di come cambierà ancora.

Partiamo da un dato: nel 2015 i cacciatori emiliano romagnoli sono stati 37635; venti anni prima, nel 1995 erano 66648. Un calo evidentissimo a cui si affianca l’innalzamento dell’età media dei cacciatori: sempre meno giovani, infatti, vogliono prendere in mano le doppiette. E questo trend, unito ad un costante incremento delle popolazioni di alcune specie selvatiche (come cinghiali e caprioli, per dirne due) e alla modifica degli habitat dovuta ai cambiamenti nell’agricoltura, potrebbe costituire un problema non di poco conto nel futuro.

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