Adattamenti. Industria alimentare, lavoratori in agitazione. E la Silicon Valley del populismo: l’Italia

2 mar. – Il rinnovo del ccnl dei lavoratori dell’industria alimentare è al palo. I sindacati confederali hanno interrotto la trattativa con Federalimentari per un contratto scaduto lo scorso 30 novembre e che “interessa oltre 400mila lavoratori in Italia”, spiega Giovanni Mininni, segretario generale Flai-Cgil. “La trattativa è cominciata il 10 settembre, c’erano buoni auspici. Abbiamo cominciato a incontrare difficoltà durante la negoziazione sulle parti normative riguardanti la formazione; telelavoro e smart working, diritto alla disconnessione”. Altro capitolo è quello dedicato al salario: “Chiediamo la redistribuzione della ricchezza prodotta grazie al lavoro delle persone che rappresentiamo”, aggiunge Mininni. Cgil, Cisl e Uil hanno quindi proclamato uno stato di agitazione, al quale il vicepresidente di Federalimentari, Silvio Ferrari, ha risposto facendo appello al senso di responsabilità delle amministrazioni sindacali durante l’emergenza coronavirus: “Se Federalimentari chiede a noi il senso di responsabilità – rilancia Mininni – io ribalto la domanda e dico che il senso di responsabilità è la necessità di rinnovare subito il contratto”.

Dall’industria alimentare al “populismo digitale” con il libro Come internet sta uccidendo la democrazia (Chiarelettere) del giurista Mauro Barberis, teorico del diritto e docente presso lo IUSLIT di Trieste. “Il populismo digitale viene dal populismo mediatico televisivo inaugurato in Italia nel 1994 e il è 2016 l’anno in cui si siamo accorti che il populismo stava andando al potere”; quattro le ragioni che lo hanno alimentato: la crisi politica, quella economica del 2008-2009, il risentimento che ognuno di noi prova a fronte dell’aumento delle disuguaglianze e, infine, internet. “L’Italia è la ‘Silicon Valley del populismo’, perché in certi momenti ci siamo trovati in una situazione in cui tutti e quattro i principali attori politici potevano considerarsi populisti”. Uno dei pochi motivi di ottimismo per Barberis oggi è il “fenomeno delle sardine, ragazzi 30enni nati sui social che si sono resi conto per primi di come l’opinione pubblica sia sistematicamente manipolata”.  Ma, oltre a questo, come far fronte alla situazione attuale? Una proposta che arriva da Barberis è di “vietare l’uso di internet a chi ricopre ruoli di particolare responsabilità, come il Ministero degli Interni”.

 

      Adattamenti - 2 marzo 2020

Roberta Cristofori

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